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(ASI) Primo successo in campionato (1-0) dei rossoblù grazie al rigore del brasiliano, funziona la cura Pulga-Lopez. Deludente la prova dei granata di Ventura, quasi mai pericolosi. La formazione granata ha profondamente deluso, ridimensionando le proprie ambizioni dopo il bell’inizio di stagione.

 

Reduce dal sonante 5-1 rifilato all’Atalanta, Ventura conferma per 10/11 l’undici di Bergamo con l’unica novità rappresentata da Stevanovic, di nuovo titolare al posto di Santana. Sul fronte isolano, il duo Pulga-Lopez (subentrati in settimana all'esonerato Ficcadenti) opta per l'usato-sicuro, riproponendo il modulo 4-3-1-2 a lungo utilizzato dai rossoblù nelle precedenti stagioni: nel ruolo di trequartista, al posto dell’infortunato Cossu, viene però schierato Nainggolan, che di professione è mediano interditore (al massimo, incursore). Fermo ai box anche Pinilla (problemi all’adduttore), davanti colleziona il primo gettone da titolare Nenè, al fianco di Ibarbo (e non di Sau, come ci si aspettava alla vigilia). Il primo tempo è di quelli… da non raccontare ai nipotini: nulla quasi assoluto alla voce occasioni pericolose (a parte un bel tiro di Avelar deviato da Gillet), una serie infinita di errori in fase di costruzione da parte di entrambe le squadre, incapaci di sveltire la manovra e di regalare emozioni al pubblico. Con la differenza che al Cagliari, in primis preoccupato di non subire gol dopo le batoste delle settimane precedenti, poteva anche star bene. Mentre dal Torino, spinto a gran voce dal proprio pubblico, ci si aspettava decisamente di più. Anche se, va sottolineato: Gazzi e Brighi, in mezzo, restano sempre - entrambi - giocatori di rottura. E Stevanovic, a sinistra, fatica molto, essendo destro naturale (e per di più non raffinato) e rifiutando sempre il possibile cross col mancino, con la conseguenza di rallentare puntualmente l’azione.

Dopo gli sbadigli del primo tempo, il (triste) copione del match non sembra voler cambiare nella ripresa. Anche perché Ventura, invece di modificare il modulo (perché tenere in campo due punte pure, se là davanti non arrivano rifornimenti???), effettua due cambi assolutamente ininfluenti (Meggiorini e Vives al posto di Sgrigna e Stevanovic) ai fini del miglioramento del gioco. E allora ci pensano Pulga e Lopez al minuto numero 69: capendo chiaramente che il Cagliari può vincere questa partita, decidono di togliere Dessena (un mediano) e di inserire un attaccante di manovra (Thiago Ribeiro), piazzato trequartista col conseguente arretramento di Nainggolan. Perfetto: perché il belga può finalmente tornare nel suo ruolo, e tutta la squadra è ora chiaramente invitata a prendere coraggio, liberandosi dalla troppa paura (di non prendere gol). Quasi come logica conseguenza arrivano così il vantaggio rossoblù di Nenè, su rigore, e altre due grosse occasioni per raddoppiare. A Ventura non resta invece che buttare nella mischia anche Sansone e affidarsi alla grinta e alle qualità aeree di capitan Bianchi. I granata pareggiano anche ma il guardalinee Giordano annulla…. Decisione dubbia poiché la rete pareva veramente regolare.

Amedeo Baratta – Agenzia Stampa Italia

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