portuali1(ASI) Trieste - Il Green Pass sta suscitando una ondata di proteste in tutta Italia per la decisione del Governo Draghi di renderlo obbligatorio allorché si vada a lavorare, pena la perdita del posto di lavoro.
 
 A tal proposito, il Coordinamento dei Lavoratori portuali di Trieste (CLPT), attraverso un comunicato, ha definito il Green Pass "non una misura sanitaria, ma di discriminazione e di ricatto che impone a una parte notevole dei lavoratori di pagare per poter lavorare", annunciando il blocco totale delle attività portuali da venerdì 15 ottobre 2021, allorché sarà obbligatorio il Green Pass sul posto di lavoro, visto che quasi la metà dei circa mille portuali ne è sprovvisto.
 
Il CLPT ha già aderito l'11 Ottobre 2021 alla manifestazione contro le politiche sanitarie del Governo Draghi, a cui hanno partecipato, secondo i dati  della Questura di Trieste, circa 15 mila persone.
 
Il blocco del Porto di Trieste, non creerà gravi disagi solo in Italia, ma le ripercussioni si sentiranno in tutta l'Europa, infatti, quello di Trieste, con 62 milioni di tonnellate di merci movimentate annue, è il settimo porto del Vecchio Continente e il primo in Italia, nonché il primo scalo petrolifero del Mediterraneo e il primo porto ferroviario d’Italia. Il porto di Trieste è la "porta" sul Mediterraneo degli Stati del Centro Europa, tra cui ovviamente la Germania.
 
Per conoscere a fondo le ragioni della protesta dei Portuali di Trieste, abbiamo intervistato mercoledì 13 ottobre 2021, Sandi Volk, segretario - tesoriere del CLPT:
 
- Perché state protestando?
 
"Il Green Pass - ci dice Sandi Volk - è una misura ricattatoria e discriminatoria dei lavoratori che sono costretti a farlo per andare a lavorare".
 
- In cosa consiste esattamente la vostra protesta?
 
"I lavoratori portuali hanno partecipato a Trieste a due grandi manifestazioni contro il Green Pass, l'ultima l'11 ottobre e adesso abbiamo annunciato che se non verrà ritirato il Green Pass, le operazioni portuali a Trieste saranno bloccate".
 
- Avete incontrato o sentito esponenti del Governo Draghi?
 
"Non abbiamo incontrato nessun membro del Governo, ma solo il Prefetto di Trieste, esponendogli con grande pacatezza le gravi conseguenze per i lavoratori sprovvisti di Green Pass, compresi quelli che erano definiti "eroi" nel settore della sanità, con l'attuazione dell'ultimo decreto che introduce il Green Pass obbligatorio per lavorare".
 
- È vera la notizia che le forze dell' ordine si sono tolti i caschi in segno di rispetto e pacificazione?
 
"Si è vero, è successo l'11 ottobre scorso dinnanzi la Prefettura di Trieste".

- Siete in contatto con i portuali di altre città?
 
"Genova, Ravenna, Livorno e altri porti italiani che protesteranno come noi".
 
- Ci sono aziende portuali che hanno promesso di pagare a proprie spese i tamponi?
 
"A Trieste - spiega l'esponente del CLPT - solo una azienda portuale ha fatto sapere che pagherà i tamponi ai lavoratori, ma non capiamo perché ad alcuni lavori si è ad altri no; comunque sia noi riteniamo che la decisione più logica sia ritirare questo decreto e protesteremo finché non si troverà una soluzione in tal senso".
 
- Lei crede che questa situazione cambierà?
 
"Credo - ha detto Sandi Volk - che il Governo ha preso una decisione che bloccherà l'economia e l'amministrazione del Paese e sicuramente ci saranno gravi ripercussioni. Noi stiamo aspettando cosa succede in queste ore e poi faremo una assemblea su cosa fare al Porto di Trieste. Ci stanno arrivando messaggi e altri attestati di sostegno da tutta Italia, da altri gruppi di lavoratori che non possono e non vogliono andare a lavorare per il Green Pass.Il Governo ha combinato questo "casino" e ora deve trovare una soluzione".
 
Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia 
 
 
 

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