(ASI) Sono i dati provenienti dall’Istituto Nazionale di Statistica a raccontare una crisi economica che ha colpito le famiglie, ed anche i giovani rendendoli più indigenti. Si certifica che il 2020 sia stato l’anno del risultato più negativo da 15 anni a questa parte.

La crisi economica ha intaccato tutti i comparti economici. Le più colpite, sono state le famiglie, e chi già viveva sulla soglia della povertà. I dati Istat confermano che sono circa 1 milione e 346 mila i minori in povertà assoluta, circa 209 mila in più dell’anno precedente, il 13,6% di tutti i bambini adolescenti in Italia.

Save the Children ha così lanciato nel maggio 2020 la campagna “Riscriviamo il futuro”. Un intervento che ha coinvolto 160 mila bambini e ragazzi in 89 quartieri di 36 città.

È un programma che cerca di contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica. Quello che si vuole garantire è un sostegno di tipo materiale e un supporto educativo in ambito di scuola ed educazione. Appare chiaro che con la didattica a distanza (DAD) siano emerse nuove problematiche per gli studenti. Le disuguaglianze sono sorte per mancanza di strumenti idonei alla comunicazione. Tra questi possiamo annoverare le connessioni di rete obsolete e la stessa capacità operativa per i dispositivi digitali. I dati raccontano una situazione stagnante che ha portato ad una risposta altrettanto valida.

È in questa maniera che nasce l’iniziativa per risollevare la qualità delle lezioni e del processo di apprendimento. I protagonisti sono stati i più colpiti, giovani ed adolescenti.

Daniela Fatarella, Direttore generale di Save The Children spiega che: “Occorre muoversi come una comunità educante che comprenda cittadini,istituzioni locali, scuole e aziende. In particolare l’apporto delle imprese e delle fondazioni è di fondamentale importanza, tra le tante che ci hanno supportato anche la Fondazione Bolton Hope ha contribuito alla progettazione e realizzazione della didattica a distanza, altre aziende hanno permesso il rafforzamento delle competenze digitali dei minori”.

All’iniziativa ha contribuito anche Andrea Munari, Presidente del gruppo Bnl Gruppo Bnp Paribas: “I problemi di povertà e disuguaglianze educative sono stati esacerbati dalla pandemia. Puntare sull’istruzione significa dare un futuro alle ragazze e ai ragazzi che sono rimasti esclusi, dando al contempo una grande possibilità di sviluppo al nostro Paese. Il nostro sostegno e contributo è l’investimento per una società migliore e più equa, volta a colmare le diseguaglianze di genere, di scolarizzazione e di geografia. Viviamo il presente attenti alle persone e alle loro esigenze e confermiamo il nostro impegno, concreto e fattivo, per un domani più sostenibile per tutti”.

Massimiliano  Pezzella – Agenzia Stampa Italia

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