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Speciale

Pirlo sorride, Conte “agghiacciante”.

Di Daniele Corvi 10 Dicembre 2020 – 14:38 3 min di lettura

ChampionsLeague(ASI) La Champions ha cambiato un po’ il volto della Serie A. La Juventus di Andrea Pirlo sorprende e trionfa a Barcellona, vincendo il suo girone; l’Inter di Antonio Conte collassa, pareggiando a San Siro con lo Shakhtar Donetsk e arrivando ultima del girone. Juve in testa di serie, Inter fuori da tutto.

 

Pirlo e Conte, allievo e maestro di quel triennio di rinascita bianconero, si trovano a vivere uno slidingdoors. Tatticamente approcciano la partita con il 3-5-2 di contiana memoria, ma se a Pirlo ha dato solidità e imprevedibilità con il riadattamento di Ramsey tra la trequarti e la mediana, a Conte ha dato una rigidità che lo ha costretto a rinunciare a Eriksen che negli ultimi minuti ha letteralmente seminato il panico tra gli ucraini. Pirlo supera la concezione del calcio liquido, riprendendo il maestro, Conte rimane fermo nei suoi schemi, facendo un gravissimo errore.

La Juve e l’Inter non avevano nulla da perdere, in quanto la prima già qualificata e che doveva compiere una vera e propria impresa, la seconda ultima doveva solo vincere e sperare. La Juve ha scritto una nuova pagina di storia, compiendo “una notte difficile da dimenticare”, citando Buffon; l’Inter ha compiuto una vera e propria prestazione “agghiacciante”, che fa perdere milioni, blasone e crescita della squadra. Tanti i duelli a distanza tra le due acerrime rivali Cr7 che schiaccia Messi, mentre Lukaku sembra un nanetto contro il modesto Skakthar, sbagliando un goal facile; Barella fatica a dispetto di uno straripante McKennie;Lautaro che si innervosisce, mentre Morata si sacrifica. In questo caso l’allievo balbettante Pirlo regala alla Juve una prestazione maiuscola e dà una lezione al maestro troppo testardo nelle sue idee.

Attenzione, però, a cantar vittoria. La Juve ha affrontata uno dei peggiori Barcellona di sempre, al nono posto in Liga, con problemi interni e nonostante una gran serata, i bianconeri hanno problemi a centrocampo e di continuità. Vincere a Barcellona in una sfida da dentro e fuori, mostra che la qualità c’è, ma se poi si anellano pareggi mediocri con Crotone, Verona e Benevento dimostra anche che la squadra e l’allenatore devono crescere ancora e parecchio. L’Inter cade e si rialza continuamente, inoltre non si nasconde che Conte vuole lo scudetto, anche perché l’Inter non ha le carte per vincere la Champions, come d’altronde nemmeno la stessa Juve, nonostante i proclami troppo euforici.

Ricordiamo il fallimento in Champions della stagione 2013/14 quando la Juve fu eliminata dal Galatasaray, Conte fece 102 punti in campionato, un record assoluto. Il 3-5-2 mostra limiti vistosi in Europa, ma in Italia funziona, quindi con il Milan incognita che non si sa se manterrà questo ritmo e la Juve, che potenzialmente può facilmente arrivare ai quarti, l’Inter senza coppe può dedicarsi anima e cuore al campionato e tentare di vincere il suo agognato scudetto che manca da più di dieci anni. Diversamente se la Juve si culla sugli allori e alterna prestazioni notevoli in Champions, ma poi stenta con squadre modeste in campionato, c’è il rischio che arrivi a “zero tituli”, in quanto la rosa allo stato attuale presenta lacune a centrocampo ed è inferiore ad altri competitor.

La sfida continua, ma guai a considerare la Juventus una corazzata e l’Inter una squadra modesta, alla fine del campionato si faranno i conti. Per il momento però Pirlo può sorridere finalmente dall’inizio della stagione e Conte può solo andare avanti e dimenticare l’“agghiacciante figuraccia” figlia dei suoi errori tattici e tecnici in Champions.

Daniele Corvi - Agenzia Stampa Italia

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