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La Volpe è il predatore più diffuso in Europa e in Italia

Di Cristiano Vignali 3 Settembre 2019 – 08:55 4 min di lettura
 
(volpeASI) Abruzzo - La tematica ecologica e di tutela dell'ambiente è sempre più importante anno dopo anno, soprattutto da quando si rischia di raggiungere il punto di non ritorno dell'ecosistema terra, e allora si parla sempre più di sviluppo ecosostenibile.     
 
A tal proposito, in questo articolo parleremo brevemente della Volpe Rossa o più comunemente chiamata semplicemente volpe, cioè di quello che è il più diffuso predatore terrestre non solo d'Italia, ma di tutto l'emisfero boreale, importato invasivamente anche in quello australe dall'Ottocento, di pari passo con la colonizzazione dell'Australia da parte degli Inglesi e della diffusione anche sulla nuova isola della passione per le battute di caccia alla volpe dei nobili britannici. 
Si parla sempre del lupo e dell'orso che  sono i più grandi predatori europei che in Italia hanno addirittura delle sottospecie autoctone sugli Appennini, specie vulnerabili e fortemente a rischio estinzione come nel caso ad esempio dell' Orso Marsicano abruzzese (di cui restano meno di cento esemplari diffusi in un'area ristretta dei grandi altipiani dell'Appennino Centrale in una parte remota dei territori del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio Molise, del Parco Nazionale della Maiella e del Parco Regionale Sirente - Velino), ma della volpe che quotidianamente scorrazza per le nostre campagne e le aree verdi dalla pianura fino alle pendici delle montagne, poco se ne parla, anche se a chi non è capitato mettendosi alla guida della propria automobile in strade immerse nel verde di vedersela attraversare? Praticamente a tutti. 
Infatti, questo animale, caratterizzato dal suo inconfondibile pelo rosso e dalla sua bella  coda che oltre a scacciare gli insetti, fornisce alla volpe una superficie morbida sulla quale riposare, grazie alla sua estrema adattabilità ai climi, agli ambienti, ai suoi gruppi ristretti e alla sua alimentazione variegata che si basa su prede di piccola taglia, può sopravvivere anche in condizione di scarsità di cibo, come altri predatori di piccola taglia come il tasso e la faina che popolano gli ecosistemi anche delle aree urbanizzate e industrializzate. 
La volpe è probabilmente l'animale più furbo del mondo, scaltrezza e velocità (può raggiungere addirittura i 72 km/h) che utilizza per sopravvivere, sia per mettersi in salvo dai pericoli come i fucili dei cacciatori e dai loro cani, sia dai suoi predatori, sia ovviamente ler procurarsi il cibo cacciando o entrando nelle terre e proprietà degli umani dove sa che può procurarsi cibo facilmente anche solo rovistando nella spazzatura.
La volpe utilizza una sua caratteristica tecnica di caccia, balzando sulla preda in trappola o facendogli un tranello. Infatti, questo astuto predatore, talvolta arriva a fingere di essere morto per non destare i sospetti delle ignare vittime come piccoli roditori,  lepri, conigli, uccelli di terra, rettili, invertebrati e piccoli ungulati. Ma, può integrare la sua dieta anche con frutta e vegetali. Non è una specie pericolosa per l'uomo, anzi é lei stessa potenziale preda di predatori più grandi come in Italia i lupi che stanno ritornando sempre più e le linci che sono ancora purtroppo in numero esiguo. Anche gli ungulati di grossa taglia rappresentano un pericolo per le volpi. 
Essa é quindi classificata come specie a rischio minimo di estinzione dall'Unione Internazionale Conservazione della Natura (UICN), anche se é  stata cacciata per secoli come animale nocivo o da pelliccia in virtù della sua importanza per il commercio del pellame, data la popolazione numerosa. 
Ne sono state classificate e riconosciute dal 2010 ben 46 sottospecie che avrebbero origini euroasiatiche discendendo dalla Vulpes alopecoides o dalla cinese Vulpes chikushanensis, vissute nel Villafranchiano medio. Esse sono divise in due grandi categorie, quella delle grosse volpi rosse settentrionali e quella delle piccole volpi rosse meridionali dei deserti asiatici e mediorientali. 
É un animale da sempre vicino all'uomo che ne ha parlato in antichi miti e leggende, favole, e finanche in film televisivi e canzoni. Chi non conosce ad esempio la favola del poeta greco Esopo "La Volpe e l'Uva", o la figura del gatto e la volpe del Pinocchio di Collodi; oppure chi non ha mai intonato la canzone "Il Gatto e la Volpe" di Edoardo Bennato, colonna sonora del film "Infelici e Contenti" con regia di Neri Parenti e attori principali Ezio Gregio e Renato Pozzetto. 
Numerosi i significati simbolici attribuiti alle volpi da noi considerate sinonimo di astuzia e furbizia.
Il Cristianesimo nel Medioevo e nel Rinascimento per queste sue doti mal viste dalla morale cristiana e per il colore rossiccio  la considerava una creatura diabolica che veniva spesso messa al rogo. 
Ma per la religione tradizionale pre cristiana italico - romana, la volpe aveva un valore, un significato ben diverso legato al suo passaggio che stava ad indicare un segno divino particolare.

Tradizioni a parte, questa creatura è riuscita ad ambientarsi bene allo stile di vita di oggi senza certezze fisse, in cui bisogna combattere per la sopravvivenza, cambiando non solo le proprie abitudini ma anche alcune caratteristiche morfologiche. 

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia
Nota della Redazione

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