(ASI) Abruzzo – Durante la Seconda Guerra Mondiale la campagna d'Italia è stata molto dura per gli Alleati che hanno dovuto superare ben due linee fortificate tedesche: prima la linea appenninica “Gustav” e poi successivamente la “Gotica” nella Pianura Padana.

Innumerevoli sono stati i caduti da ambo le parti, ma la storiografia ufficiale, scritta dai vincitori, ricorda prevalentemente le gesta eroiche delle forze Alleate e gli scontri in cui l'esercito anglo – americano ha avuto la meglio, anche dopo aspri combattimenti con i soldati della Wermacht tedesca, come ad esempio nella battaglia d'Ortona (Ch), combattuta fra il 20 e il 28 dicembre 1943.

Ma, ci sono degli episodi bellici, sempre in Provincia di Chieti, su cui la storiografia ufficiale ha taciuto fino all'altro giorno, come ad esempio la battaglia di Orsogna, combattuta tra il 2 e il 24 dicembre 1943 e vinta dall'esercito tedesco, su cui è stato scritto nel 2016 un libro da Saverio Malatesta, edito dalla Casa editrice Menabò “Orsogna 1943, le battaglie per la linea Gustav nella Cassino dell'Adriatico”.

All'inizio del dicembre 1943, la veloce avanzata sul fronte adriatico dell'Ottava Armata britannica si arresta sulla Linea Gustav, ad Orsogna, un paese della Provincia di Chieti, sito in un crocevia sulla strategia Strada Statale Marrucina, di raccordo fra mare e montagna che mette in collegamento il paese pedemontano di Guardiagrele con l'importante porto di Ortona.

Il generale britannico Montgomery, a fine novembre, lancia l'Ottava Armata all'attacco per spezzare le difese tedesche posizionate lungo il fiume Sangro, per tentare di raggiungere subito Chieti e poter così percorrere la Tiburtina Valeria che porta a Roma, per raggiungere la “Città Eterna”, Capitale d'Italia, prima della Quinta Armata Americana che combatte sul Tirreno agli ordini del generale Clark.

Ma, l'avanzata dei Britannici, si arresta improvvisamente nel borgo di Orsogna nei primi giorni di dicembre, dove un manipolo di paracadutisti della Prima e della Seconda divisione tedesca, i cosiddetti “Fallschirmjäger”, tengono in scacco per quasi un mese le truppe di Montgomery, spinti dall'ordine di Hitler di resistere a tutti i costi nella “Fortezza Orsogna”.

In un territorio collinare argilloso, reso inospitale dalle piogge invernali, il fronte orsognese, è stata la trappola di fango in cui sono stati intrappolati le truppe neozelandesi, sacrificate in un bagno di fango a causa degli errori tattici dei generali britannici, come poi avvenuto anche sul fronte tirrenico a Cassino nei primi mesi del 1944.

La battaglia di Orsogna si è sviluppata in quattro fasi, la prima dal 2-3 dicembre, la seconda il 7 dicembre, la terza fra il 15 e il 17 dicembre e la quarta il 24 dicembre, quando la stanchezza e il terreno pressoché inagibile per i movimenti della fanteria e dei mezzi corazzati, unita all'abilità dei paracadutisti tedeschi, costringono Montgomery ad interrompere ogni velleità offensiva. A questo punto, il fronte entra in una fase di stallo che si interromperà solo nel giugno 1944.

La battaglia di Orsogna, ingiustamente dimenticata, attraverso fonti neozelandesi e tedesche, è stata ricostruita minuziosamente da Saverio Malatesta.

Cristiano Vignali – Agenzia Stampa Italia

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