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Speciale

La Francia vuole "rubare" all'Italia la vetta del Monte Bianco

Di Cristiano Vignali 5 Ottobre 2015 – 11:52 3 min di lettura

(ASI) Un nuovo incidente diplomatico di confine tra Italia e Francia, dopo la guerra per gli extracomunitari rispediti indietro dai Francesi.

Questa volta peró l'oggetto della contesa è veramente in alto. Infatti, proprio la cima del Monte Bianco, il tetto d'Europa (4.810 m slm), è diventato oggetto delle mire espansionistiche della Francia che vorrebbe "rubarla" all'Italia. E' questa la porzione di territorio che si trova a dividere la cittadina francese di Chamonix, da quella italiana di Courmayeur.
L' interpretazione geografica che è poi quella solitamente utilizzata e riconosciuta nel diritto internazionale, dalle Nazioni Unite e dalla Nato per l'attribuzione dei confini, vuole che il "limes" fra Francia e Italia passi esattamente per la metà della cima del Monte Bianco, ricoperta di ghiaccio, dove passa anche la linea di spartiacque. Quindi versante Nord totalmente in Francia e versante Sud totalmente in Italia.
Ma, i Francesi stanno cercando ogni pretesto per estromettere l'Italia dalla vetta del tetto d'Europa, sia appellandosi a cavilli giuridici, sia occupando materialmente l'area, transennando la zona con la scusa della pericolositá del ghiacciaio.
I Francesi, invece, in barba al diritto internazionale, sostengono che ricada in Francia circa un ettaro di terrritorio in direzione sud, ritenendo il confine italo-francese il Monte Bianco di Courmayeur, che è la vetta rocciosa più a sud del gruppo montuoso con altezza pari a 4.765 mlsm.
In realtá, la controversia deriva dalla diversa interpretazione dei protocolli e delle convenzioni firmate fra il 1860 e il 1861, dopo la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia da parte del Regno di Sardegna e la formula sul confine recitava "Du côté de la Savoie, la nouvelle frontière suivra la limite actuelle entre le Duché de Savoie et le Piémont", ricalcando la divisione amministrativa del Regno Sabaudo del 1823 fra Savoia e Valle d'Aosta.
Tra l'altro la teoria italiana trova favorevole anche il Sindaco di Chamonix Eric Fournier che vorrebbe volentieri dividere la responsabilitáa del ghiacciaio col collega italiano di Courmayer.
È grottesco sapere di una " guerra di confine" sui ghiacci del Monte Bianco quando l'Europa si dice unita. Eppure, nonostante studi e carte militari, il tira e molla dei Francesi che vogliono tenersi stretti tutta per loro la vetta più alta d'Europa, dimostra che ogni pretesto è valido per rinverdire polemiche più o meno sopite, soprattutto se, oltre a motivi sciovinisti, ci sono anche interessi economici legati al turismo.
Ad esempio c'è la nuova funivia italiana del Monte Bianco che, con il suo successo di clientela, ha fatto ingoiare un boccone amaro ai cugini d'oltralpe e aumentato, nonostante i cartelli di pericolo, le passeggiate sul ghiacciaio del Gigante.
Probabilmente, i Francesi vogliono ottenere la cogestione degli introiti della struttura, poichè transennando il cancello d'accesso al ghiacciaio, ricadrebbe in Francia parte dell'ultima stazione della funivia, quella su Punta Helbronner. Le transennature francesi sono state in questi giorni tolte dalle autoritá italiane e la vicenda è stata discussa anche dai governi dei due Stati.
Ma, fatto sta che questa situazione non puó rimanere irrisolta e non puó la Francia continuare a violare il confine italiano. Urge l'intervento della comunitá internazionale.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

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