(ASI) Le sostanze rilasciate dalle scie chimiche vengono impiegate anche per scopi militari, ed in particolare per ottimizzare il funzionamento di alcune tecnologie radar e per la modificazione del clima.

Infatti, grazie alla diffusione del particolato metallico nel cielo, i radar possono operare tridimensionalmente ed indagare anche aree al di là dell’orizzonte, mentre le antenne del progetto H.A.A.R.P. (acronimo che sta per High Frequency Active Auroral Research Program) trovano una superficie riflettente a bassa che serve per applicazioni di modifica climatica o forse anche peggio.

 

 

 

Il progetto H.A.A.R.P. ha sede a Gakona, in Alaska, ed è costituito da un campo sperimentale in cui è stato realizzato un insieme di potenti antenne, circa 180 piloni di alluminio alti 23 metri. Su ogni pilone sono state installate doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la banda bassa l’altra per la banda alta, in grado di trasmettere onde fino ad una distanza di 350 km grazie alla loro potenza. Queste onde sono indirizzabili verso zone strategiche del Pianeta, sia atmosferiche che terrestri. Ufficialmente è un progetto di ricerca che servirebbe solo a ‘studi scientifici’, ma essendo a tutti gli effetti un’installazione militare, e potendo emettere radiazioni elettromagnetiche di tale potenza, c’è da crederci poco…

Il quotidiano “Il Messaggero” a proposito del progetto scrive: “H.A.A.R.P. è una super arma che, come componente principale dello scudo spaziale, consentirà di annientare tutti gli attacchi missilistici e mettere in ginocchio qualsiasi Paese, scatenando violenti cambiamenti geofisici. La stazione radio-elettronica H.A.A.R.P. entrata in funzione in Alaska nel 1997, una specie di ‘forno a microonde globale’ è allo stesso tempo una potentissima arma geofisica, in grado di alterare le condizioni meteorologiche”. E’ interessante notare che negli anni scorsi alcuni ricercatori che stavano effettuando rilevazioni geologiche rilevarono la presenza di forti onde elettromagnetiche di origine ‘sconosciuta’ proprio nei momenti antecedenti ad un forte terremoto. A tal proposito si riporta una notizia dell’agenzia Knight-Ridder, pubblicata dal Sunday World di Tulsa, Oklahoma, il 10 dicembre 1989: “San Josè, California, un ricercatore della Stanford University ha dichiarato giovedì scorso che le insolite onde radio registrate qualche ora prima del terremoto di Loma Frieta potrebbero essere usate un giorno per prevedere in anticipo l’arrivo di un sisma. Tre ore prima che avvenisse il terremoto, lo strumento usato dai ricercatori di Stanford proprio nei pressi dell’epicentro del sisma ha registrato dei segnali di grande potenza, i più potenti che avesse mai rilevato in due anni di lavoro. Le onde continuarono fino al momento in cui avvenne il terremoto, allorquando venne a mancare la corrente elettrica e lo strumento si spense. ‘Abbiamo visto cose alquanto insolite che non riusciamo a spiegare’, ha dichiarato Arman Bernardi, membro dell’equipe di ricercatori della Stanford University che, per pura coincidenza, stava studiando le comunicazioni sottomarine.

Lo strumento, sistemato in una casa di montagna a Corralitos, cominciò a registrare un forte aumento di onde radio a frequenza bassissima, 12 giorni prima del terremoto. Antony Fraser Smith, il capo dell’equipe, non sa spiegare come la terra possa aver generato tali onde radio, ma si dice convinto che queste siano collegate al terremoto”. Forse questi ricercatori non sapevano del progetto H.A.A.R.P. e dei suoi effetti. In merito al progetto H.A.A.R.P. esiste perfino una nota preoccupata del parlamento russo; nel 2002 infatti la Duma, il parlamento russo, ha rilasciato un documento firmato da 188 deputati nel quale si sostiene che l’esercito statunitense aveva programmato di collaudare le tecniche per intervenire sul clima nel sito in Alaska e in altri due siti. “I membri delle commissioni riportarono che gli U.S.A. avevano deciso di collaudare tre siti del genere. Uno di questi si trova nel territorio adibito ai test militari in Alaska e i test completi avrebbero dovuto cominciare agli inizi del 2003. Il secondo ed il terzo si trovano il Groenlandia e in Norvegia. Quando questi tre siti diverranno operativi, si creerà una linea chiusa con un potenziale fortissimo in grado di influenzare il clima del Pianeta.

Sotto il programma H.A.A.R.P., gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dell’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari”. Ormai le prove che il progetto H.A.A.R.P. può essere utilizzato per modificare il clima in sinergia con le scie chimiche si stanno accumulando sempre più. Ma probabilmente la prova più convincente di queste manipolazioni elettromagnetiche del clima la possiamo trovare sopra le nostre teste, dove sempre più spesso le nuvole appaiono ondulate, come se fossero sagomate da un’onda; il particolato metallico rilasciato dalle scie chimiche insieme alle emissioni elettromagnetiche di grande intensità emesse da sistemi come H.A.A.R.P. potrebbero infatti generare proprio questo effetto. Gli U.S.A. non si sbilanciano sull’argomento, e continuano a sostenere l’innocuità del progetto e dei suoi obiettivi di ricerca scientifica. Ma tra le dichiarazioni ufficiali degli U.S.A. sul tema ne esiste una del Ministro della Difesa U.S.A. William S. Cohen, che risale all’aprile del 1997 che appare molto interessante. “Altri si stanno occupando anche di una sorta di ecoterrorismo attraverso il quale possono alterare il clima, causare terremoti, fare esplodere vulcani attraverso l’uso a distanza di onde elettromagnetiche”. Il Ministro Cohen ha fatto affermazione ad una conferenza su “Terrorismo, armi di distruzione di massa e strategia degli U.S.A.” nella sua veste ufficiale di Ministro statunitense. Peraltro ha precisato successivamente: “E’ reale, e questo è il motivo per il quale dobbiamo intensificare i nostri sforzi”. In altre parole il ministro sosteneva l’esistenza di pericolosi gruppi terroristici in possesso di tecnologie in grado di causare disastri climatici attraverso l’uso a distanza di potenti onde elettromagnetiche. Il progetto H.A.A.R.P. ci insegna che per generare tali onde sono necessarie installazioni tecnologiche giganti difficili da nascondere. Sembra pertanto un po’ improbabile che il governo U.S.A. possa essere messo in ginocchio da terroristi che dispongano di tali tecnologie.

Lasciamo pure il beneficio del dubbio, in ogni il riferimento alla esistenza di tali armi è stato di sicuro esplicito. L’effetto serra che produce il riscaldamento del nostro Pianeta è causato in parte anche dalle emissioni elettromagnetiche delle antenne del progetto H.A.A.R.P., e delle altre che con esse lavorano in sintonia. I forti campi elettromagnetici sono infatti nel range delle microonde. A questo si aggiungono gli effetti delle sciate chimiche; le attività notturne degli aerei cisterna, che spruzzano scie persistenti approfittando del buio, impediscono l’escursione termica, incrementando così ulteriormente l’effetto serra. Le emissioni di CO2 non sono dunque tra le maggiori responsabili del fenomeno. Inoltre c’è da notare che 10 anni prima degli annunci sul “global warming causato dall’anidride carbonica” gli scienziati attribuivano alla CO2 l’effetto opposto, ovvero addirittura il raffreddamento del Pianeta, tanto che nel 1980 si prevedeva una nuova glaciazione proprio a causa delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Una curiosa inversione di tendenza. A questo proposito va citato il rapporto dell’International Panel on Climate Change - IPCC (ovvero l’Osservatorio Internazionale sul Cambiamento Climatico), che nasce forse dall’esigenza di coprire i veri responsabili del surriscaldamento del Pianeta e degli sconvolgimenti climatici. Nonostante l’inutile opposizione di un centinaio di scienziati che accusavano i relatori del rapporto di stilare un documento falso, utile alle lobbies militari, il documento venne comunque pubblicato (e sulla copertina si vedono pure tre aerei con scia al seguito).

Le pressioni sul governo degli Stati Uniti per la pubblicazione del rapporto furono notevoli sino all’ultimo istante. Inoltre, forse per dare maggiore forza alla tesi, Al Gore, uomo organico al sistema, fu insignito del premio Nobel, proprio perché appoggiava le conclusioni del rapporto I.P.C.C. Dunque mentre noi siamo intenti a ridurre le nostre emissioni di CO2, il nostro Pianeta soffre del riscaldamento globale causato dalle emissioni elettromagnetiche delle antenne H.A.A.R.P. che in sinergia con le scie chimiche lo stanno trasformando in un forno a microonde.

 

Davide Caluppi Agenzia Stampa Italia

 

Fonti: Articoli di Antonio e Rosario Marcianò curatori del sito www.tankerenemy.com

Dossier Scie Chimiche” a cura del fisico Corrado Penna, curatore del sito “scienza marcia”

http://scienzamarcia.altervista.org

Articolo da Il Messaggero del 25-06-2002

Articolo del Sunday World Tulsa, Oklahoma, del 10-12-1989

 

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