(ASI) Spoleto - si é conclusa la cinquantottesima edizione del Festival dei Due Mondi ed é tempo di bilanci per l'organizzazione e per tutta la città.


Spoleto58 ha fatto registrare un'aumento di ingressi agli spettacoli e presenze in città ,anche se le cifre sono lontane da quelle degli anni di massimo splendore, la strada intrapresa é quella giusta.
Va dato il merito al Direttore artistico Giorgio Ferrara di aver risollevato le sorti di una manifestazione che proveniva da un periodo di declino causato dalla scomparsa del fondatore e dalle troppe diatribe tra le istituzioni cittadine e gli organizzatori del Festival. L'aumento degli spettatori é stato stimato intorno al 15% e ovviamente rimarranno negli occhi il sold out del concerto finale (complice la corposa diminuzione dei prezzi) e lo straordinario scenario de "la dolce vita".
Va in oltre preso atto, per converso, il deficit di pubblico per quanto attiene alcune rappresentazioni, deficit probabilmente causato dalla mancanza di messe in scena "esclusive" e prime mondiali che invece avrebbero sicuramente incentivato il pubblico spoletino a riempire le sale di alcuni teatri e gli appassionati di fuori città a scegliere Spoleto anziché le altre tappe italiane degli spettacoli in questione.
Vanno quindi confrontati con cura i dati dell'incasso con quelli del reale potenziale dello stesso ma in una fase importante di rilancio ci può anche stare mandando in archivio Spoleto58 come un'edizione positiva.
Oltre i due importanti eventi di Piazza Duomo il pubblico ha particolarmente apprezzato il programma della danza così come gli spettacoli andati in scena nelle basiliche di San Salvatore e San Simone oltre l'ottima selezione di spettacoli di prosa.
Una nota decisamente stonata c'é stata.
Il Festival, ma non gli spoletini, si é dimenticato di Giancarlo Menotti.
Il fondatore della manifestazione che ha reso famoso Spoleto nel mondo non é stato mai stato ricordato in via ufficiale durante i 17 giorni della kermesse specialmente nell'anniversario della nascita. Gli unici omaggi "ufficiosi" sono stati offerti da Steven Mercurio durante "la dolce vita" e dalla famiglia Monini in occasione dello spettacolo pirotecnico di chiusura scegliendo tra gli altri un brano del Maestro come sottofondo musicale che ha reso ancora più suggestivo ed emozionante il tradizionale evento.
Senza dubbio Menotti meriterebbe qualcosa di più.

Fabio Gasparri - Agenzia Stampa Italia

Foto: Kim Mariani /AGF

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