(ASI) Riceviamo e Pubblichiamo - Che le amicizie del direttore d'orchestra russo, Valery Gergiev, siano poco raccomandabili; che le sue convinzioni di politica estera risultino quanto meno discutibili, che il bislacco stuzzicadenti da lui sovente ondeggiato coi polpastrelli della destra per comandare i musici sia idealmente puntato contro l'Ucraina, sono questioni su cui è legittimo (se non doveroso) dibattere.