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(ASI) .Indignados italiani? In Umbria al servizio del Pd e delle sue ‘sfaccettature rivoluzionarie’, SEL e Rifondazione comunista “Quando vedremo gli indignados di fronte a Palazzo Donini, a Perugia?”

Questa la domanda speranzosa che si pone Forza Nuova Terni, dopo gli scontri di piazza di questi ultimi giorni.

“Negli USA e in Spagna movimenti spontanei lottano contro centralismi, consumismo sfrenato, banche. In Italia? Una siglia di più da sbandierare all’ennesimo corteo contro la riforma della scuola o per gridare insulti contro il Governo, anziché elaborare sane proposte ed alternative”.

In agosto Forza Nuova si è mostrata contraria all’abolizione della provincia di Terni, poiché convinta della necessità di eliminare sprechi e mala amministrazione partendo da Perugia, prima di cancellare l’intero comprensorio provinciale ternano.

“Parliamoci chiari – prosegue Fn Terni – cancellare o meno la provincia di Terni non ci cambia la vita, anzi, nel contesto più generale della riduzione delle spese saremmo anche d’accordo. Ma prima di accentrare tutto nelle mani di Perugia, il capoluogo regionale dovrà impegnarsi a smaltire quel sistema clientelare generato da decenni di amministrazioni di sinistra, che mai hanno avvertito l’esigenza di esemplificare la burocrazia, di analizzare e studiare il territorio, di investire sulla piccola e media impresa e sul suo sviluppo, di favorire l’azienda turistica”.

Quanto agli indignados?

“Sfidiamo – conclude Fn – di vederli protestare in Umbria. Nel resto del mondo quello degli indignados si presenta come un movimento senza padroni, in Italia, ma soprattutto in Umbria li vedremmo difendere a spada tratta Tevere Nera, assunzioni e concessioni a cooperative politicizzate, essere in sostanza al servizio del Pd e delle sue ‘sfaccettature rivoluzionarie’, ovver SEL e Rifondazione comunista”.

Ufficio Stampa Forza Nuova Terni – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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