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(ASI) Prima visita in Umbria del Ministro delle Politiche Agricole, l’avv. Saverio Romano, per incontrare i rappresentanti delle associazioni agricole locali e regionali e il candidato a sindaco Cesare Sassolini.
“Un nuovo comune per il rilancio dell’agricoltura”, questo lo slogan di apertura del convegno che ha visto ospite, nella sala dell’Auditorium Sant’Antonio di Città di Castello, il Ministro delle Politiche Agricole, l’avv. Saverio Romano.

E’ stata l’on. Catia Polidori ad aprire il dibattito dando il benvenuto al Ministro e ringraziandolo per aver risposto alla chiamata del partito locale e degli agricoltori umbri. “Questa sua prima uscita in Umbria, in veste Ministeriale, dimostra l’attenzione del governo verso questa regione che da sempre svolge il ruolo di cerniera tra il Nord e il Sud del Paese e, per lo più, l’attenzione mostrata per il nostro Comune, troppo spesso trascurato dalla politica regionale per la sua posizione geografica molto vicina alla Toscana. Spesso la Regione ha ostacolato chi lavora in proprio: Città di Castello, nonostante ciò, è riuscita da sola a raggiungere alti indici di lavoro. Soprattutto per quel che riguarda l’agricoltura, in maniera particolare grazie alla coltivazione di tabacco, risorsa economica di estrema importanza per l’economia dell’Alta Valle del Tevere”. E’ poi intervenuto il candidato a Sindaco Cesare Sassolini proponendo un discorso con taglio di carattere locale che prendesse in considerazione i problemi dell’agricoltura delle terre dell’Alta Valle di Tevere, seguendo lo slogan “La politica del fare”. “Città di Castello è una città che ha colpito anche l’interesse nazionale, la prova è la presenza del Ministro Romano: questo perché si è capito che siamo vicini ad un cambiamento. – ha dichiarato Sassolini – Lo sviluppo economico legato all’agricoltura deve essere rimesso in senso nel miglior modo possibile. L’on. Romano ha avuto modo di leggere il programma elettorale da noi proposto per le amministrative tifernati ed ha notato i punti fondamentali che tutelano agricoltura ed ambiente. Troppo spesso gli enti locali, Regione, Provincia e Comune stesso hanno abbandonato il territorio e il rischio è la perdita di spazi importanti per coltivare e allevare bestiame. L’agricoltore ha bisogno di strumenti per svolgere il suo mestiere, spesso, soprattutto chi si occupa di allevamento, - continua Sassolini – si trova a lavorare in zone molto periferiche, non coperte dai servizi telefonici o da internet: cosa sbagliatissima per chi deve stare a contatto con il mercato.” Il candidato a sindaco è poi tornato ai problemi delle infrastrutture che indeboliscono l’economia locale: le pessime condizioni dei collegamenti stradali, la E45 e la E78 e la situazione ferroviaria della cittadina tifernate “quella che taglia Città di Castello non è un treno, ma una diligenza interna che non prevede sbocchi né verso nord né verso sud. Sono già in contatto con il sindaco di Arezzo per avviare, nel caso della mia vittoria alle amministrative, uno sfondamento a nord: ciò permetterebbe, nel giro dei 5 anni amministrativi, di poter raggiungere Arezzo senza troppi problemi”. Analizzati questi problemi il candidato a sindaco è entrato meglio nel vivo del convegno parlando del tabacco “risorsa importantissima per l’Alta Valle del Tevere: se finisse la coltivazione del tabacco a Città di Castello finirebbe, per molti agricoltori, l’economia. Dobbiamo dare risposte concrete ai coltivatori, anche su eventuali cambiamenti di coltivazione di imposizione europea. Siamo anche a favore di una riqualificazione, ma è bene valutare cosa si può fare in alternativa. Nessuno ha mai proposto un’alternativa valida. Un altro problema che tocca molti agricoltori – continua il candidato a sindaco- sono gli animali selvaggi, cinghiali, caprioli, istrici: i danni che provocano questi animali agli agricoltori non sono tutelati, né gli arrivano risarcimenti dagli enti locali e ciò penalizza il loro lavoro. Credo sia favorevole un avvicinamento con i cacciatori, parlando insieme si potrebbero trovare soluzioni che possono risultare positive per loro e per gli agricoltori. Un altro aspetto mai realmente decollato a Città di Castello – conclude Sassolini - è il mercato a KM zero: che sarebbe un forte impulso all’economia agricola locale, agricoltori del posto potrebbero vendere il loro raccolto, prodotti genuini ideali per i consumatori.” Sono poi intervenuti i presidenti delle Associazioni Agricoli: Guido Vivarelli Colonna, presidente regionale Confagricoltura, Albano Agabiti, presidente regionale Coldiretti, Fabio Rossi, presidente Fat Città di Castello e Bruno Propersi, presidente CIA regionale. “Per l’Umbria e per grossa parte dell’agricoltura italiana il tabacco è indispensabile: è una coltura che va difesa e le associazioni sono unite per quest’obiettivo. – ha dichiarato il presidente Confagricoltura/Umbria – C’è bisogno di snellire gli aspetti burocratici degli agricoltori: un imprenditore agricolo trascorre 110 giorni all’anno dietro le pratiche e per loro non è solo una perdita di tempo, bensì anche di denaro.” “Apprezziamo gli obiettivi proposti dal candidato Sassolini. – continua il presidente Coldiretti/Umbria – Sono molti i problemi da risolvere nel mondo degli allevatori, dalle norme sul bestiame, alla tutela dell’allevamento della chianina, di cui l’Umbria è prima regione che produce questa carne, avanti alla Toscana. L’importanza del tabacco è stata già più volte ribadita: ed è importante che i fondi europei arrivino ai coltivatori per poter lavorare.” “Il Paese non deve rinunciare alla sua, anche se non totale, autonomia agricola, – ha proseguito il presidente del CIA/Umbria – la prospettiva per il dopo 2013 è fosca per l’Italia perché perderebbe molti contribuiti europei a favore dei paesi del Nord Europa.” “Serve un continuo impegno del governo nei confronti del mondo dell’agricoltura – conclude il presidente del Fat, ricordando che il 2011 ha visto celebrare a Città di Castello i 100 anni della Fat – servono risorse: le multinazionali vogliono vedere il governo agire in prima persona nei contratti, non persone secondarie. Il 25% del pil a Città di Castello è dato dalla produzione del tabacco, questo è un dato non irrilevante”.In conclusione al convegno ha parlato il Ministro Romano sostenendo che “oggi, nel nostro Paese, parlare di agricoltura è il modo per discutere su come rilanciare l’economia . Bisogna guardare alla realtà con pragmatismo: l’agricoltura in Italia è la seconda forma di entrata, ma è anche il settore meno sviluppato. In Europa – ha spiegato il Ministro – dove l’ha fatta molto da padrona la Francia, bisogna portare idee utili e unitarie. Purtroppo mentre l’Europa, nel settore agricoltura, pensava ed agiva, in Italia si litigava su varie proposte e questo ha penalizzato la nazione. Ad oggi siamo uno dei paesi europei più deboli in agricoltura. Ma io non credo che un paese che si chiama Italia non riesca a trovare un accordo unitario per rilanciare e salvare la propria economia agricola, per questo sto cercando di colloquiare, di essere sempre presente ad ogni incontro che riguarda il mio ministero: non voglio che l’Italia sia ancora assente perché non ha il coraggio di fare scelte. Io, personalmente, sono contrario all’OGM: ma è un no in difesa del nostro mercato. Se il mercato diventasse OGM i nostri prodotti sarebbero più facilmente imitabili. Sono a favore dell’etichettatura, segno distintivo del ‘made in Italy’, per una maggiore sicurezza alimentare e per l’economia dei produttori. Certo il ‘made in Italy’ ha un prezzo più alto, ma garantisce la qualità del prodotto. In Italia – continua il ministro – abbiamo migliaia di ettari incolti nel demanio dello Stato e credo sia buona cosa specializzare i giovani su differenti tipi di coltivazione: per dare speranza ai nostri giovani e dare, allo stesso tempo, un futuro alla nostra agricoltura. Apprezzo molto la campagna elettorale di questo giovane Cesare Sassolini – conclude l’on. Romano – che parla per il bene della sua città, non si ferma ai problemi, ma cerca una soluzione. Approvo come Cesare si stia battendo anche per il mondo degli agricoltori. A nome mio e del governo posso dire che siamo vicini a Città di Castello ed oggi ho firmato un nuovo accordo con la Philip Morris e un altro sarà firmato la prossima settimana: questo è un segnale positivo per l’economia agricola dell’Alta Valle del Tevere”.

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