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(ASI) Stop al giornalismo sensazionalistico in materia di suicidi. L’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria prende posizione contro la pubblicazione “indiscriminata e fuori dalle regole deontologiche di notizie ridondanti sui suicidi”. Di fronte all’accentuarsi del fenomeno nella cronaca quotidiana, con particolare rilievo tra gli imprenditori colpiti dalla crisi, l’Ordine umbro richiama gli iscritti all’osservanza delle norme deontologiche in materia di privacy e di rispetto della dignità della persona.


L’equilibrio, sempre difficile nel mestiere di giornalista, tra diritto di cronaca e tutela della privacy, nel caso dei suicidi richiede in questo momento attenzioni particolari. L’ODG umbro raccomanda perciò agli operatori dell’informazione che si occupano di queste morti di “non offendere la dignità delle persone coinvolte, di non aggiungere dolore alle già grandi sofferenze dei familiari e di essere oltremodo attenti a non indurre fenomeni di imitazione”.

La presa di posizione dell’Ordine umbro fa seguito ad altre analoghe di altri Ordini regionali, in particolare quello toscano, che ha anch’esso recentemente emesso un comunicato sul tema dei trattamento mediatico dei suicidi. Sia l’Ordine umbro che quello toscano, nei loro comunicati, fanno appello al rispetto del Codice deontologico dei giornalisti (approvato dal Consiglio dell’Ordine nazionale nel 1998) che prescrive un’informazione completa e corretta, ma rispettosa delle persone coinvolte. Ed entrambi precisano che questo principio generale va seguìto sempre, anche nei “pochi casi in cui”, secondo la discrezionalità e la responsabilità del cronista, “il diritto di cronaca prevale su tutti gli altri”, magari per il rilevante interesse pubblico della notizia o per la notorietà della persona coinvolta.

Fuori di questi casi particolari, dove il diritto di cronaca può espandersi restringendo quello alla riservatezza, per gli Ordini di Umbria e Toscana “non si devono divulgare le generalità di chi ha deciso di togliersi la vita” e neanche tutti quei particolari che possano rendere identificabile il suicida e non siano essenziali per la notizia. Inoltre, deve essere evitata in ogni modo l’esposizione mediatica dei “familiari, in particolare figli e parenti minorenni, ai quali vanno garantiti riservatezza e anonimato”.

L’indicazione sul rispetto delle norme deontologiche in materia di cronaca di suicidi, è tassativa. Infatti, è accompagnata dalla precisazione che “l’Ordine dell’Umbria è deciso a farle rispettare, tanto che si è già attivato nei confronti di alcuni iscritti”. Evidente la preoccupazione dell’ODG umbro non solo di far rispettare le norme deontologiche professionali, che è comunque, per legge, uno dei compiti precipui degli Ordini dei giornalisti. Sembra esserci anche, nella raccomandazione ai giornalisti delle cautele che la deontologia giornalistica suggerisce, l’intento di contribuire a non alimentare, attraverso i media, fenomeni di emulazione al suicidio, dimostrati in modo chiaro anche da alcune recenti ricerche dell'Organizzazione mondiale della sanità.

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