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(ASI) Continuano le proteste dei cittadini di Riano contro la creazione della discarica di Pian dell'Olmo. Oggi circa duecento persone hanno occupato dalla notte l'ottavo chilometro della Via Tiberina, per contrastare la scelta del sito di Pian dell'Olmo come alternativa alla discarica di Malagrotta.

Tra i manifestanti diversi gli esponenti della vita politica del comune laziale ai quali si sono aggiunti, nella giornata di ieri, anche numerosi militanti di CasaPound. Intanto da Bruxelles il ministro dell'ambiente, Corrado Clini, ai margini dell'incontro per la celebrazione della giornata mondiale dell'ambiente, cerca di placare gli animi promettendo la realizzazione di un impianto che garantisca la sicurezza ambientale attraverso interventi di ingegneria. "La scelta non è dipesa dal ministero ma da un commissario con poteri straordinari- afferma Clini- La decisione di Pian dell'Olmo fa parte dei sette siti indicati dalla Regione, e dopo la valutazione dei vincoli ambientali, abbiamo stabilito che si può realizzare purchè vengano eliminati tutti i rischi di contaminazione delle falde acquifere e dell'ambiente".
Per il commissario all'emergenza rifiuti di Roma, Goffredo Sottile, il progetto di Pian dell'Olmo diventerebbe essenziale in prospettiva dell'intera cittadinanza romana. "La discarica sarà provvisoria e lì andranno solo rifiuti trattati- spiega il commissario- Noi dobbiamo considerare, oltre alla salute dei cittadini, l'interesse pubblico generale. Ovviamente la tutela del singolo cittadino è la preoccupazione prioritaria rispetto a tutto il resto ma la protesta non può bloccare un piano che riguarda tutta Roma e non solo. Il progetto andrà avanti e lo stesso faremo con gli espropri: il fatto che quei terreni siano dell'avvocato Cerroni non e' influente. Stavolta proprio non si può sbagliare, se commettiamo errori l'Europa ci castiga. Se non avessimo deciso in questa maniera la città si sarebbe ritrovata con sacchi di rifiuti sotto al Colosseo". Intanto dal mondo politico sono state numerose le contestazione e gli appoggi alle proteste della popolazione di Riano. "Dal commissario Goffredo Sottile arriva una proposta inaccettabile. Non si comprende come questa soluzione possa rivelarsi utile per il problema rifiuti della capitale, è invece forte il sospetto che possa servire solo a favorire i soliti noti, con il consenso interessato e trasversale di molti partiti". Così polemizza il segretario della Commissione d'inchiesta sul ciclo di rifiuti e le connesse attività illecite, il senatore IdV Gianpiero De Toni. "L'ipotesi Pian dell'Olmo per la realizzazione della nuova discarica di Roma - aggiunge - è inadeguata perché si tratta di un sito troppo piccolo, eccessivamente vicino alla città di Riano e comunque provvisorio. E' necessario superare la logica clientelare e la fase dell'emergenza per rivedere il sistema di gestione dei rifiuti, puntando sulla raccolta differenziata e sulla lotta alle ecomafie. In questo senso - conclude De Toni - già domani presenterò un'interrogazione al Governo per chiedere conto di questa decisione inammissibile".
In uno sfogo su Facebook, Francesco Storace, segretario nazionale e capogruppo de La Destra in Consiglio regionale del Lazio, sottolinea, allo stesso modo, come la scelta di Pian dell'Olmo sia un'alternativa clientelare vergognosa. "Il cerino è finito a Riano- scrive Storace- La decisione annunciata dal commissario prefettizio di individuare Pian dell'Olmo come discarica per i rifiuti di Roma e' vergognosa. E' un favore oggettivo all'avv. Cerroni. Quanti sbraitavano sulle carenze del passato di tutte le istituzioni, si sono trovati d'accordo sulla prosecuzione del monopolio e siamo lieti che almeno l'assessore Cangemi abbia detto di voler dire no, anche se non sappiamo quanto gli costerà. La responsabilità di questa scelta ricade su tutti quelli che l'hanno avallata con un irresponsabile gioco delle parti. La finzione del sito provvisorio sarà presto svelata e un territorio incolpevole sarà devastato dalla viltà di una classe politica capace solo di scansare i problemi senza risolverli. Ora chiamano a pagare una piccola comunità".

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