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(ASI) Lettere in Redazione.  Roma Totalmente fazioso e fuorviante l'articolo "O la cavia o la vita" pubblicato nella rivista Panorama, con tanto di copertina dedicata, relativo alla pratica della sperimentazione animale. L'autrice Barbara Gallavotti nell'esercizio del diritto-dovere di informazione avrebbe dovuto intervistare per un corretto contraddittorio anche rappresentanti del mondo scientifico alternativo alla vivisezione . La giornalista si pone una domanda: a cosa serve la sperimentazione sugli animali e cosa accadrebbe se la si sospendesse.

Le risposte del farmacologo Garattini & Co. non hanno ricevuto le dovute repliche causa assenza della controparte, è come chiedere unicamente all'oste se è buono il proprio vino. Giornalismo di basso rilievo solo propaganda e disinformazione. Vero e proprio colpo di mano della Mondadori, quindi della famiglia Berlusconi alla vigilia della votazione in senato relativa all'esame dell'art. 14 Legge Comunitaria 2011 concernente la protezione degli animali utilizzati per fini scientifici. Ora si comprende anche il voto all' unisono di tutti gli europarlamentari appartenenti al PDL, favorevoli alla vivisezione su indicazione del partito, circa la revisione della direttiva 86/609/CEE. Daremo noi le risposte alle false affermazioni del Dott. Silvio Garattini, direttore dell'Istituto privato di ricerche farmacologiche Mario Negri, che difende faziosamente, in quanto necessaria, la sperimentazione sugli animali.

Evidentemente lo scherano delle lobby farmaceutiche vuole ignorare la materia, visto che la sperimentazione animale non è scienza ma una pratica euristica obsoleta non predittiva per il genere umano. La bibliografia scientifica è ormai piena di pubblicazioni che criticano e invalidano la vivisezione ma nessun testo scientifico riporta testimonianze sui benefici della stessa. Il movimento di scienziati che si oppone alla vivisezione sulla base di teorie unicamente scientifiche sta crescendo esponenzialmente e sono sempre più frequenti gli articoli che, su riviste scientifiche prestigiose, muovono pesante critiche a questo metodo di ricerca, alcuni esempi: Journal of the American Medical Association, British Medical Journal, Nature, Annals of Neurology, Le Scienze, The Development of New Cardiovascular Drugs ,Perspectives in Biology and Medicine, Pharmacy International, Lancet, Cancer-causing Chemicals, The Guardian, Occupational Lung Disorders, Toxicology and Industrial Health. La sperimentazione animale è la conferma della connivenza tra le lobbies farmaceutiche e quella classe politica corrotta e senza scrupoli il cui intento è garantire profitto e protezione legale.

Profitto: Le lobbies farmaceutiche hanno la possibilità di immettere sul mercato un gran numero di prodotti: quello che alla base è l’errore metodologico della sperimentazione inter species diviene una grande opportunità per le aziende: la varietà delle risposte ottenute (e l’impossibilità di sapere a priori, quale è corrispondente alla risposta che darà l’uomo), da la possibilità alle aziende di dimostrare qualsiasi ipotesi scegliendo, di volta in volta, quella più congeniale a loro scopo ultimo: il profitto. Protezione legale: i test su animali sono imposti dalla legge. Ogni sostanza che viene commercializzata dopo aver superato questi test è a norma di legge. La sperimentazione animale, dunque, permette alle aziende sia di commercializzare qualsiasi sostanza , sia di non esserne poi responsabili in caso di danni o disastri farmacologici , poiché la sua produzione e diffusione nell’ambiente sono avvenute a norma di legge. Per questo motivo, a volte, davanti ai tribunali, sono le stesse aziende che ammettono l’antiscientificità della sperimentazione animale e riferiscono di effettuare questi test solo perché obbligatori. Allo stesso tempo, però,le varie lobbies fanno pressione sulle istituzioni politiche affinché questa legge non venga modificata e la sperimentazione inter species non venga sostituita con metodi realmente scientifici che risulterebbero estremamente restrittivi. Nessuna risposta è mai pervenuta dai vivisettori circa i milioni di morti causati dal fumo di tabacco, benzene, fibra di vetro ed amianto , sostanze innocue testate su animali, o circa i disastri farmacologici di Talidomide, Des e Bextra , anch'essi innocui su animali, solo per citare alcuni esempi visto il ritiro dal commercio di oltre 200.000 farmaci.

A proposito di Taledomide se è pur vero quanto affermato da Garattini che sino agli anni 60 non era obbligatorio testare i nuovi farmaci sui metodi della riproduzione, è anche vero che nel corso del processo ai produttori del farmaco i test per capire se la sostanza in questione arrecasse danni all’embrione o al feto diedero risultati negativi. Smentito Garattini quando afferma che da allora, tragedie di quella portata non si sono più ripetute, il Vioxx ritirato dal commercio nel 2004 è stato il responsabile di un disastro immane quindici volte superiore con 139.000 persone uccise. L'unica verità di Garattini quando afferma che la sperimentazione animale è responsabile di molte morti per cause avverse ai farmaci: la iatrogenesi è la terza causa di morte dopo l'infarto ed il cancro, senza la vivisezione milioni di persone si sarebbero potute salvare. La vivisezione oltre ad essere dannosa rallenta la ricerca scientifica, studi sugli animali avevano previsto che i beta-bloccanti non avrebbero abbassato la pressione sanguigna. Come conseguenza di ciò il loro sviluppo fu bloccato. Persino i ricercatori che praticano esperimenti su animali hanno dovuto ammettere il fallimento di modelli animali di ipertensione al riguardo, ma nel frattempo ci sono stati milioni di morti per ictus. Si possono senz'altro trovare casi in cui il risultato su una data specie animale, o su più specie, è stato lo stesso ottenuto nell'uomo. Ma lo si è saputo solo dopo. Per verificarlo, si è dovuto provare sull'uomo. Sempre e comunque. I test su animali non hanno saputo dare un risultato affidabile a priori.

La sperimentazione animale non assolve il compito che le è stato affidato: fornire dei dati utili per tutelare, preventivamente, l’uomo. Grave, colposa o dolosa, omissione circa i metodi alternativi scientifici che hanno dimostrato totale affidabilità e rapidità dei test con forte riduzione dei costi. Garattini & Co. si sono sempre e sistematicamente sottratti ad un confronto pubblico, il che la dice lunga.Lo rende noto il Presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli.

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