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(ASI) Pistoia. Novanta mila abitanti dei quali settantatré mila votanti e un'affluenza in calo di dieci punti percentuali rispetto alle amministrative del 2007. Questa la situazione nella quale versa la città di Pistoia alle 22 del 6 maggio 2012, il cui primo giorno di elezioni pare essere specchio dei malumori di cittadini preda di un'aspra crisi economica e perplessi dalla politica nazionale. Il governo tecnico ha ribaltato gli schieramenti e, certamente, confuso lo status delle alleanze, con basi militanti e votanti scontente ed indecise sull'effettivo ruolo del proprio partito.


Per allontanare dubbi e rancori a Pistoia il Partito Democratico ha puntato su un ampio schieramento che lo vede insieme a Italia dei Valori, Sel, comunisti e liste civiche, cortina fumogena che allontana l'ombra delle diatribe tra PRC e vendoliani, o tra dipietristi e sostenitori di Bersani, pane quotidiano per network e carta stampata. Altra scelta strategica il giovane candidato sindaco Samuele Bertinelli, con l'auspicio che il nuovo volto possa garantire alla sinistra pistoiese lo stesso successo ottenuto dal trentaquattrenne Matteo Renzi a Firenze, nel 2009.
Cinque anni dopo un ballottaggio che aveva fatto intravedere un cambiamento di rotta nella politica locale, PdL e Lega Nord (che corrono divisi) propongono agli elettori Daniela Simionato (Lega Nord) e Anna Maria Celesti (PdL) unici nomi femminili su otto aspiranti alla fascia tricolore. Anna Maria Celesti, insieme ad una equipe determinata e battagliera, concentra parte del programma sulla gestione delle aziende partecipate. In un momento di crisi come quella che l'Italia sta attraversando, investimenti ed amministrazione del denaro pubblico sono argomento particolarmente sentito, tale da poter essere ago della bilancia nella competizione elettorae. Nessuna grande alleanza contro Bertinelli: Udc e Fli corrono da soli, così come il Movimento a cinque stelle, il Partito Comunista dei Lavoratori e due liste civiche, la Ecologista e la Cittadini Sovrani.

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