Femminicidi: Appendino (M5S), "non morti qualsiasi, pericoloso voler cancellare parola"
(ASI) Roma, - "In Italia, quasi una donna ogni tre giorni viene uccisa dal partner o dall'ex partner o da un uomo rifiutato. E per Vannacci il problema è la parola con cui chiamiamo questi omicidi. La sua battaglia sui femminicidi è tutta qui: cancellare il nome.
Dice che "femminicidio" non serve, che basta "omicidio". Ma queste non sono morti qualsiasi. A uccidere queste donne sono uomini che dicevano di amarle e non accettavano un no, una porta chiusa, una vita che andava avanti senza di lui. Un movente che si ripete identico, volta dopo volta. Ed è esattamente ciò che la parola - o meglio il reato - aiuta a vedere e a fermare. Un fenomeno senza nome non si misura e non si previene. E proprio in questi giorni il padre di Lorena Isceri, dopo aver perso la figlia nel modo più disumano e ingiusto che si possa immaginare, chiede alle istituzioni più prevenzione, più educazione, più protezione, più strumenti, per tutte le altre donne. Ecco la distanza. Da una parte chi, davanti a queste tragedie, vuole aggiungere protezione. Dall'altra chi vuole togliere una parola. Io so da che parte stare".
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