Sud dell’Iran, da Minab alla città di Sirik: quando l'aggressione contro una nazione prende di mira la dignità umana
(ASI) In questi giorni in cui il mondo è ancora una volta testimone dell’uso su vasta scala della forza militare nella regione, due immagini del sud dell'Iran non dovrebbero essere cancellate dalla memoria dell’opinione pubblica mondiale: l’immagine delle studentesse martirizzate nell’attacco americano in una scuola a Minab, e l’immagine delle famiglie nella città di Sirik in cui una cerimonia nuziale si è trasformata in una scena di lutto e dolore. Questi due attacchi, nonostante tutte le loro differenze apparenti, condividono una verità comune: quando l’aggressione militare supera i confini umani e legali, la prima vittima è la dignità umana. L’attacco militare degli Stati Uniti contro l’Iran, dal punto di vista della Repubblica Islamica, costituisce una palese aggressione alla sovranità e all’integrità territoriale di un Paese indipendente; un atto che non può essere svuotato della sua natura giuridica e umana attraverso la retorica politica, le narrazioni mediatiche o le giustificazioni militari.
Una nota del Dr. Mohammad Hossein Mokhtari, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran presso la Santa Sede
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