Domenica, 6 Settembre 2026
ASI Notizie
Roma, vittoria di carattere contro l'Atalanta Forza Italia, sen. De Rosa: «congresso negato, fatto gravissimo» Marco Rizzo (Italia Domani)  su Vannacci: sbaglia a rinchiudersi a destra, ma nessuno può tappargli la bocca Roma, al via i seminari diretti da Corrado Veneziano su dizione e voce Bolivia, arrivato in Parlamento accordo con Fmi da 1,9 miliardi Economia, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Con caro vita famiglie più in difficoltà” Sud dell’Iran, da Minab alla città di Sirik: quando l'aggressione contro una nazione prende di mira la dignità umana Tra Campionato e Champion's League, i primi verdetti. Il punto di Sergio Curcio Il chavismo è malato ma non morto Carburanti, Confeuro: “Meno accise per famiglie e più credito d’imposta per agricoltura” Caro Benzina, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Azioni strutturali, non solo temporanee” Roma, vittoria di carattere contro l'Atalanta Forza Italia, sen. De Rosa: «congresso negato, fatto gravissimo» Marco Rizzo (Italia Domani)  su Vannacci: sbaglia a rinchiudersi a destra, ma nessuno può tappargli la bocca Roma, al via i seminari diretti da Corrado Veneziano su dizione e voce Bolivia, arrivato in Parlamento accordo con Fmi da 1,9 miliardi Economia, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Con caro vita famiglie più in difficoltà” Sud dell’Iran, da Minab alla città di Sirik: quando l'aggressione contro una nazione prende di mira la dignità umana Tra Campionato e Champion's League, i primi verdetti. Il punto di Sergio Curcio Il chavismo è malato ma non morto Carburanti, Confeuro: “Meno accise per famiglie e più credito d’imposta per agricoltura” Caro Benzina, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Azioni strutturali, non solo temporanee”
Politica Nazionale

Dalle Foibe a Bleiburg. Dietro alla violenza titina l'omertà anglo americana

Di Marco Petrelli 25 Gennaio 2012 – 09:29 3 min di lettura

(ASI) Foibe. Nella lingua della Venezia Giulia una cavità profonda, buia. Le cavità carsiche delle quali è pieno quell'estremo lembo d'Italia . Morte e disperazione di italiani tagliati fuori dai collegamenti con una Patria devastata dalla guerra civile. Uomini, donne e bambini torturati ed assassinati; poi la storia, non di rado segnata dall'ideologia, che copre tutto, restituendo solo molto tardi ed in parte dignità e giustizia alle vittime della pulizia etnica.

Dal 1943 al 1945 le popolazioni italiane di Istria e Dalmazia subirono persecuzioni da girone dantesco. Poi l'esilio dettato non da motivi politici ma da odio etnico, movente che spesso ricorre nella storia balcanica, con musulmani, ortodossi e cattolici che, dietro lo scudo della politica, nascondono rancori vecchi di secoli, probabilmente risalenti alle divisioni boiardi al tempo delle guerre con i turchi ottomani.

Altre storie si intrecciano al dramma delle nostre genti, quelle dei croati, dei domobranci sloveni e dei cosacchi che, in Carnia, Friuli e Istria trovarono la morte per mano dei medesimi sicari, i partigiani titini.
Traditi da Jalta, scriverà qualche storico nel dopoguerra. Sacrificati sull'altare della real politik, potremmo aggiungere noi. La resistenza titina ha le dimensioni di un esercito, con un ruolo importante nella guerra ai tedeschi lungo tutta la penisola balcanica. Gli alleati occidentali operano ormai da anni al fianco del Maresciallo che, un decennio più tardi, divverrà prezioso collaboratore nel contesto dell' Europa orientale, poiché primo paese comunista a ribellarsi ai diktat di Mosca.

E poi la promessa fatta a Stalin (le cui armate nel maggio '45 hanno preso Vienna dopo una strenue difesa germanica) di consegnare i russi traditori nelle mani dell'Armata rossa.
I festeggiamenti per la fine delle ostitlità in Europa (9 Maggio 1945) mascherano un volto di crudeltà svelato soltanto molti anni dopo. Lungo la Penisola i processi e le fucilazioni sommarie sono all'ordine del giorno, con il sangue che scorre copioso. Il sangue dei vinti, dirà Giampaolo Pansa. Nell' Italia nord orientale non sarà diverso: nelle foibe civili, fascisti, anche partigiani, rei di essere italiani o di non essere allineati con la politica della Jugoslavia comunista.

Con loro anche i cosacchi del Don, giunti nell'agosto del 1944 in Friuli con la speranza di fuggire dall'avanzare del fronte e di avere una propria terra, fuori dal controllo dell'odiata Urss. Poi i domobranci, miliziani sloveni e i croati dello Stato indipendente di Croazia. Genti diverse, militari con famiglie al seguito, decine di migliaia di persone 'venduti' dalle autorità britanniche a Tito, nel quadro dell'operazione Keelhaul, giro di chiglia. Marce della morte, fucilazioni sommarie e campi di internamento: nel 2001 le autorità slovene stimarono l'esecuzione di un numero di individui tra i 200 e i 250 mila.
Alla tragedia dei nostri connazionali se ne aggiunge un'altra, non meno terribile seppure certo meno nota. In quelle lande lontane la vita valeva meno di zero, sia che si fosse italiani, cosacchi o sloveni. Dietro a crimini orrendi la ragion di stato dei vincitori che, in virtù della ragion di stato, non ebbero remore rendersi complici di aguzzini desiderosi di sola vendetta, non di vera giustizia.

Nota della Redazione

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.