Comune di Roma. Lettera aperta al Sindaco Roberto Gualtieri

Egregio Sindaco,

non è mia intenzione creare una strumentalizzazione politica, né evidenziare che in questo momento potrebbero esserci problemi più seri da affrontare per la città e i Romani; devo dire però che la circolare relativa al nuovo piano formativo triennale per il personale educativo e scolastico, diffusa nello scorso mese di ottobre dal Dipartimento Scuola, Lavoro e Formazione professionale, che tra le altre cose prevede la necessità per educatori e insegnanti di formarsi per attivare con i piccoli dei nidi e delle scuole dell’infanzia un percorso che miri a «de – costruire gli stereotipi di genere ed educare alle emozioni e alle relazioni», mi ha sorpreso, non tanto come dirigente politico, quanto come padre di una bimba di tre anni. Il Piano di aggiornamento professionale 2023-2025 rende obbligatoria per docenti e educatori la formazione sulle tematiche gender, allo scopo di prepararli a discutere con i bambini – parliamo di piccoli fino ai 6 anni - di identità di genere; il motivo per cui ho tardato a intervenire sull’argomento è che essendo poco ferrato in una materia così delicata, ho voluto rivolgermi a professionisti del settore per approfondire e comprendere meglio la questione.

Fatto ciò, per entrare nel merito, posso dire che la valorizzazione delle differenze è un naturale processo di sviluppo che non si può interrompere per lasciare spazio a ideologie.

In psicologia le differenze sono il terreno fertile sul quale nascono e crescono specificità, peculiarità, eccellenze. Senza la differenza non si sviluppano la curiosità e l’intelligenza, azzerarle non porta alla libertà bensì all’appiattimento emotivo, alla pochezza delle possibilità. Viceversa identificarsi, anche nel genere sessuale, equivale ad appartenere ad una categoria e solo grazie a questa possibilità è possibile sviluppare una personalità piena e completa.

Pensare che annullando il genere sessuale si possa rendere liberi i bambini, è segno di profonda incompetenza psicologica, emotiva, psichiatrica e sanitaria in generale.

I bambini fino ai 6 anni, età in cui secondo il piano dovrebbero essere accompagnati dalle maestre e dalle educatrici alla “fluidità di genere”, vivono quel periodo dello sviluppo emotivo durante il quale proprio l’identificazione consente e facilita uno sviluppo sano. Un minore a cui fosse insegnato che non esistono differenze di genere - solo ideologicamente, perché fisicamente le differenze sono e saranno sempre evidenti - sarebbe sconcertato, insicuro, emotivamente instabile.

Tutte le teorie psicologiche sullo sviluppo, come ho avuto modo di approfondire, si fondano su decenni di studi scientifici. Da questi emerge che non appartenere crea insicurezza e possibile, se non probabile, patologia. Insegnare in tenera età la fluidità di genere significa imporre un pensiero adulto e radicalizzato, a chi deve invece avere la libertà di poter, eventualmente, scegliere, ma solo dopo aver saputo a cosa ed a chi appartiene.

Aiutare la libera espressione è qualcosa a cui bisogna arrivare, ma di certo non abbattendo le differenze. In questo documento inviato al personale educativo e scolastico, che rende noti gli obiettivi formativi per lo stesso, si confondono drammaticamente i piani. Fingere di non appartenere ad un genere non significa aiutare la libertà e la sanità, tutt’altro. La psicologia dell’età evolutiva si fonda su principi opposti a quelli a cui il piano si ispira. Fingere di insegnare la libertà è qualcosa che nasconde un’imposizione dettata a bambini piccolissimi ai quali, evidentemente, questa libertà non sarà data. Prima di attuare programmi delicatissimi i cui destinatari sono bambini in tenerissima età, bisognerebbe fare studi capillari e scientifici con professionisti della salute mentale. Si stanno confondendo colpevolmente quelli che sono definiti i “modelli dominanti” con la natura dell’uomo, che mai potrà essere modificata senza conseguenze gravissime.  

Marco Di Stefano

Capogruppo Noi Moderati – Forza Italia in Assemblea Capitolina

 

 

 

 

 

Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Made in Italy. De Carlo (FdI): continuare a puntare sulla DOP Economy

(ASI) "Noi abbiamo una priorità, rendere costantemente innovativa la nostra straordinaria tradizione, perché ogni innovazione che possiamo relegare al mondo è frutto di una tradizione. E noi di Fratelli d'Italia abbiamo ...

Zan (Pd): Padova, sia fatta piena chiarezza su fermo e violenze

(ASI) "Le immagini e le testimonianze di quanto avvenuto a Padova la sera del 15 aprile sono gravissime e meritano risposte chiare e approfondite. Le scene che abbiamo visto parlano di ...

Gasparri (FI): noi ci confrontiamo più con Forze di polizia che con Askatasuna

 (ASI) "Nel decreto sicurezza sono presenti norme più severe per i posti di blocco. Nella vicenda Ramy quel ragazzo è morto in quell'inseguimento e questo ci rattrista molto ma non è ...

Acqua, Confeuro: "Bene progetti Pniissi, realizzare interventi in tempi fulminei"

(ASI) "Sicurezza idrica e resilienza dei territori: è stato questo il tema al centro dell'incontro organizzato a Roma da ANBI dedicato ai progetti previsti dal Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e ...

Quando eravamo ricchi. Racconti e versi dell'Isola. Memorie di luce, mare e silenzio.

(ASI) Esce oggi  la pubblicazione diErsilia Badalamentidal titolo: "Quando eravamo ricchi. Racconti e versi dell'Isola. Memorie di luce, mare e silenzio", (Collana Sapere & Sapori delle Isole Tremiti ...

Perù, povertà oltre il 27%

(ASI) Situazione sempre più drammatica in Perù per quanto riguarda le condizioni di vita della cittadinanza. Una recente analisi della Rete di studi per lo sviluppo (Redes) evidenzia infatti come ...

Gesenu al Festival Internazionale del Giornalismo 2026: un panel di approfondimento su come raccontare l’ambiente alle nuove generazioni

Si è svolto questa maĖna all’interno dell’Oratorio di Santa Cecilia un confronto su linguaggi, ecoansia e nuove forme di comunicazione per coinvolgere i giovani e promuovere una cultura ...

Umbria, ad Attigliano, Nicchi ufficializza la candidatura: “Scelta condivisa, non imposta. Ora serve stabilità”

(ASI) Umbria  In una fase definita “delicata” per la vita amministrativa di Attigliano, Daniele Nicchi annuncia la propria ricandidatura alla guida del Comune.

Leonardo da Vinci: il pensiero che abbiamo smarrito di Salvo Nugnes

(ASI) Leonardo da Vinci nasce fuori dagli schemi. Figlio illegittimo, cresciuto ai margini, mai davvero dentro un posto preciso nel mondo.

Leonardo da Vinci: il pensiero che abbiamo smarrito di Salvo Nugnes

(ASI) Leonardo da Vinci nasce fuori dagli schemi. Figlio illegittimo, cresciuto ai margini, mai davvero dentro un posto preciso nel mondo.