Il governo alla prova dell’emergenza siccità

(ASI) Roma – Mesi e mesi trascorsi senza pioggia. I principali fiumi italiani irriconoscibili. Coltivatori e allevatori a secco, proprio nel periodo delle semine. Poi d’improvviso precipitazioni abbondanti, accompagnate da violente esondazioni e allagamenti.  

In vista di un’estate che si preannuncia rovente, il governo cerca di porre rimedio a questa grave situazione. Il decreto-legge numero 39, entrato in vigore il 15 aprile, contiene “disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche”. Il disegno di legge di conversione è attualmente all’esame del Senato.

Il provvedimento di tredici articoli mira, attraverso molteplici disposizioni, a combattere la siccità razionalizzando l’utilizzo dell’acqua e velocizzando la costruzione e manutenzione delle infrastrutture necessarie a conservarla.

Innanzitutto, è prevista l’istituzione di una “cabina di regia” in capo a ben sette ministeri: infrastrutture e trasporti; ambiente e sicurezza energetica; affari europei, sud, politiche di coesione e PNRR; agricoltura, sovranità alimentare e foreste; protezione civile e politiche del mare; affari regionali e autonomie; economia e finanze.

La struttura, presieduta dal presidente del Consiglio, ha l’incarico di promuovere e coordinare gli interventi di edificazione o adeguamento delle infrastrutture idriche. Sulla base di una costante collaborazione con gli enti locali, eseguirà in breve tempo una ricognizione delle opere in cantiere già finanziate sul territorio nazionale e deciderà quali portare a termine per prime, se necessario rimodulando le somme di denaro stanziate. Non ci saranno, quindi, nuove sovvenzioni ma si cercherà di impiegare in maniera più efficiente le risorse già a disposizione. A tal proposito, una volta selezionate le opere da compiere, gli enti locali dovranno riferire periodicamente alla struttura sullo stato di avanzamento dei lavori, così da consentirne il monitoraggio.

La cabina di regia interverrà anche in caso di ritardi nell’avanzamento dei lavori, divergenze fra i progetti approvati e l’esecuzione effettiva, opposizioni o contenziosi da parte degli enti locali. Il provvedimento non esclude la possibilità di nominare commissari ad hoc per risolvere le dispute particolarmente complesse, fermo restando che gli oneri economici derivanti saranno a carico degli enti inadempienti.

Il governo ha poi designato un “Commissario straordinario nazionale per l'adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica”, che resterà in carica fino al 31 dicembre e potrà essere prorogato di un ulteriore anno. La figura, dotata di una struttura commissariale alle strette dipendenze, dovrà eseguire interventi specifici a esso delegati dalla cabina di regia e potrà adottare atti urgenti per contrastare eventuali situazioni eccezionali legate alla scarsità di acqua. Il Commissario, in altri termini, sosterrà l’operato della cabina ma avrà, altresì, la facoltà di regolare i volumi e le portate degli invasi o di prendere provvedimenti per ridurre le perdite di acqua nelle condotte e nelle reti idriche.

In merito, la scelta dell’esecutivo è ricaduta su Nicola Dell’Acqua, già direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) del Veneto e da poco presidente dell’Associazione nazionale delle Agenzie regionali per lo sviluppo e l'innovazione agronomiche forestali (Anarsia).

Il decreto-legge contiene, inoltre, misure di semplificazione burocratica allo scopo di velocizzare la costruzione di nuove infrastrutture idriche. Sarà meno complicato realizzare gli impianti di desalinizzazione, ovvero gli impianti che rendono potabile l’acqua del mare. D’ora in poi, sarà necessario unicamente dimostrare di trovarsi in una “situazione di comprovata carenza idrica” e di non possedere “fonti potabili alternative economicamente sostenibili”. Le relative pratiche amministrative saranno snellite. Ad esempio, la valutazione di impatto ambientale - indispensabile per il via libera all’inizio dei lavori - sarà alleggerita.

In relazione al settore agricolo, sarà più semplice edificare le vasche di raccolta di acqua piovana destinata a irrigare i campi. Le vasche potranno contenere al massimo 50 metri cubi di acqua per ogni ettaro di terreno coltivato. Fino al 31 dicembre, gli agricoltori potranno utilizzare anche le acque reflue depurate, ovvero le acque degli scarichi residenziali o industriali opportunamente trattate e purificate. Le autorizzazioni dovranno essere rilasciate dalle agenzie regionali specializzate, dalle aziende sanitarie locali e dalle singole amministrazioni locali a seguito di un procedimento di verifica e controllo che dovrà durare al massimo 45 giorni.

Il provvedimento introduce, presso ciascuna Autorità di bacino distrettuale, gli “osservatori distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici”. Si tratta di organismi pensati per collegare in modo più stretto il governo centrale alle realtà locali. Gli osservatori, infatti, si occuperanno di raccogliere regolarmente informazioni sulla quantità di acqua a disposizione e sul suo utilizzo per poi inviarle al Dipartimento di Protezione civile. In caso di dichiarazione di stato di emergenza, collaboreranno attivamente alla stesura dei piani di azione da intraprendere.

La Presidenza del Consiglio predisporrà, attraverso il Dipartimento per l’editoria e l’informazione, “un piano di comunicazione” volto ad assicurare ai cittadini “un’adeguata informazione” sull’attuale stato di crisi e le ripercussioni per l’economia e la società. Il piano dovrà, per di più, sensibilizzare la cittadinanza a un impiego corretto e responsabile dell’acqua. A tal proposito, chiunque usi in maniera abusiva o si appropri illecitamente della preziosa risorsa andrà incontro a un regime sanzionatorio rafforzato, con multe fino a 50.000 euro.

Illustrando il provvedimento, il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha definito la siccità una “vera emergenza nazionale” da fronteggiare con “interventi forti”. La speranza è che - mentre il dibattito politico sembra quasi interamente incentrato sulle controverse riforme istituzionali - con l’arrivo della stagione calda il governo non metta in secondo piano questo fenomeno in preoccupante crescita, capace di mettere in ginocchio il paese.

Marco Sollevanti – Agenzia Stampa Italia

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