Circolo Ermeneutico: “La Trilogia delle Azioni Giudiziarie contro il Grande Reset”
(ASI)Napoli -  "Sabato 4 febbraio rappresenta politicamente: 'L’Alba di un nuovo giorno'. Oltre duecento persone erano presenti all’evento organizzato da 'Il Circolo Ermeneutico' 'La Trilogia delle Azioni Giudiziarie contro il Grande Reset'.                                                                                      
 
Ci sono giorni che resteranno a lungo nel cuore e nella mente,  oggi è uno di quei giorni che non dimenticheremo. Abbiamo gettato ponti. Uomini intelligenti già li hanno attraversati.
Altri li attendiamo sulla sponda che Noi riteniamo comune. Oggi abbiamo dimostrato che non esistono differenze tra coloro che combattono per le Libertà, che non esistono bandiere che possano dividere chi in buona fede si è immolato sulle barricate dei posti di lavoro e delle piazze, che esistono unicamente “basi” di popolo - e non fazioni - impazienti di continuare quella battaglia unitaria iniziata quando la finta democrazia ha - attraverso la falsa pandemia - mostrato il volto della tirannide e il sistema ha iniziato l’ingabbiamento del corpo e dello spirito del popolo italiano.
Occorre dare alle piazze lo strumento legale perché la rivolta ideale diventi realtà e il sistema cada sotto il peso della sua tracotante blasfema illegalità tirannica.
Noi siamo qui con il popolo, per il popolo ad attendere il risveglio del popolo. Per Noi di questo Circolo non si pone e non si porrà giammai una questione di identità. 
Il nostro sangue culturale non abbiamo necessità alcuna di convertirlo in inchiostro per comporre una “carta di identità” da esibire nel tentare come altri, come molti, come tanti di aprirci un varco attraverso o contro il sistema.
Noi affermiamo, pertanto, in virtù di ciò 'per tutti e per nessuno' di aver già 'varcato' il sistema.
A coloro i quali hanno già varcato il sistema ci uniamo idealmente, coloro i quali lo faranno li attendiamo sul nostro cammino …
Noi diciamo 'non ci interessa del sistema'.
Noi ci siamo posti innanzi ad esso ed attendiamo il sistema.
Questo sistema attendiamo al crocevia del nostro cammino.
Per noi adesso stranieri davvero oltramontani l’itinerario cui siamo giunti e le sue deduzioni ideologiche sono riusciti assai faticosi.
Alla nostra anima è capitato di sostare in tutti gli stati di decantazione avversione, odio, risentimento, disprezzo, derisione… prima di adesso che proviamo il gusto del riso e la maturità di dire “non c’è altra lotta che la forza del superamento delle idee”…
È il punto di non ritorno ma anche di partenza cui siamo consapevolmente giunti. 
Va detto, però, che pure quando provavamo risentimento verso il sistema… per combatterlo gli davamo confidenza ed al fine lo rispettavamo… Ora invece che teniamo le distanze da esso ridiamo di cuore, di gusto… 
Il tempo della lotta è finito.
È il tempo di NUOVE SINTESI perché questo sistema della decadenza non ha da essere abbattuto, ne contempliamo l’agonia ed il suo lento incedere verso il baratro della sua fine. Occorre prepararsi per la Sua morte naturale ed essere pronti.
A Dio piacendo il nostro itinerario è approdato al sorriso. 
Per chi sa e vuole comprendere noi non ci poniamo sul piano della storia.
La nostra realtà, quindi, la nostra essenza vi si manifesta, ma non è di questo secolo e soprattutto non appartiene a questo secolo.
Il nostro esistere umano non ha significato diverso da quello di contribuire a ricomporre la sostanza delle perfette immagini umane di una realtà lontana, che attinge al diritto naturale, propiziandone l’avvento attraverso una rivoluzione trasversale ideologicamente 'oltre'
il sistema in agonia.
Nella nostra radicalità metastorica la rivoluzione è per noi un ritorno alle origini, è ripercorrere il processo di dissoluzione e formalizzazione svoltosi nella dialettica generale della storia, ritornando al prima che succedessero i ritmi di caduta scanditi in ipotesi e tesi.
Le vicende degli uomini per noi non sono che momenti, movimenti di quella dialettica generale, ma più precisamente sono trasparenze, espansioni di un centro dell’eterno sempre identico a se.
Quale è, dunque, il nostro destino? 
Non l’incantesimo della ragione con i sortilegi dell’economia, della politica, della storia, non una cultura fradicia di razionalismo, ma la verità del mito, della cultura, che è divinazione di una forma ideale nuova in quanto originaria e non meramente originale. 
Nostra divisa è stare nella storia senza appartenerle. Nostro destino è consumare la storia e non consumarci nella storia…
Sia chiaro ed in equivoco.
Noi non conserviamo immagini di santini unte di patina agiografica, tanmeno proseguiamo esperienze concluse ed esperimenti esauriti.
Noi rappresentiamo, invece, un nuovo segmento… punti successivi che subentrano ai procedimenti nel loro stesso significato in loro racchiuso, provvisori quanto i procedimenti negli atti e nelle opere, provvidenziali quanto i procedimenti nei compiti e nelle funzioni. 
Grazie a Giulia Corazza, ineccepibile padrona di casa, puntuale e fine interprete del pensiero de 'Il Circolo Ermeneutico' che ha illustrato il tema della serata - 'Le Azioni Giudiziarie Contro il Grande Reset' - con stile compito di espressione e di parole ed elegante gentilezza.
Ad Angelo Criscuoli che in ogni sua affermazione ha colto il senso della necessarietà di una metapolitica e della purezza della Politica di cui Noi vogliamo renderci interpreti.
A Marina Giugliano che con passione pura quanto semplice ha inquadrato lo spirito comunitario di Noi tutti de “Il Circolo Ermeneutico” e dato contezza delle Nostre azioni giudiziarie a tutela dei lavoratori dinanzi la Magistratura del Lavoro.
A Stefania Ganino magistrale interprete del “novum sindacale” frutto degli studi e di una elaborazione di pensiero dottrinario de “Il Circolo Ermeneutico” che superando lo schema novecentesco traccia il solco di un nuovo sindacalismo rivoluzionario.
A Monica Laneri e al Dott. Giovanni Moscarella che parlandoci di geoingegneria ci hanno illustrato come dall’osservazione all’interpretazione di fenomeni innaturali solo apparentemente giustificabili come naturali, attraverso la analisi semplicistica non prescindendo dallo studio scientifico si possa tentare e sperimentare, attraverso il rimedio dell’azione legale e una corretta informazione, di raggiungere il fine della tutela della salute e della libertà del popolo.
Un particolare grazie a Stefania Aversa interprete delle battaglie movimentistiche e legali de “Il Circolo Ermeneutico” che, da non addetta ai lavori, con non comune appropriata conoscenza tecnico-giuridica e con sincretismo politico attestante una NUOVA SINTESI di pensiero, ha illustrato con semplicità disarmante il contenuto delle azioni penali pendenti dinanzi le 140 Procure della Repubblica della Nazione e dato notizia del successo delle Nostre azioni… nella speranza che esse destino l’assopito spirito di lotta di un popolo del dissenso schiavo di troppi “capi”…
Un sentito grazie a Luigi Aronica - oggi presente al Nostro incontro - testimone e martire dell’ultima barricata di una 'piazza' contro il sistema che al pari di chi si è immolato nella battaglia per la libertà contro il “green pass” e “l’obbligo vaccinale” sui posti di lavoro perdendo emolumenti e dignità, il 9 ottobre a Roma, ha consegnato un pezzo della sua vita al carcere, vittima della più grande sceneggiata di regime, un processo farsa per devastazione nel quale presto sarà affermata un’altra Verità e fatta Giustizia.
 
Infine, grazie a tutti coloro che sono intervenuti,  dimostrazione tangibile che c’è ancora chi ha voglia di credere e di lottare… chi ancora non si sente sconfitto e intende rilanciare la sfida alla tirannide di questa falsa democrazia." Così in una nota il presidente de “Il Circolo Ermenutico”, Avv. Nicola Trisciuoglio.
 

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