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(ASI) "Alzare la benzina, mettere l'Ici sulla casa, allungare i tempi della pensione. Bastava Berlusconi a fare una manovra del genere". Lo afferma il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, nel corso di un'intervista al settimanale Left, oggi in edicola.

 "Questo governo - aggiunge - è fatto da persone competenti e capaci e come tale aveva ed ha le competenze per fare misure che servono come risposta all'Europa ma che siano eque e giuste. Se non le ha fatte è perché ha dovuto pagare un dazio politico al governo Berlusconi per prenderne il posto. Non mi pare sia un inizio tranquillizzante". "A questo governo - continua il presidente dell'IdV - non è consentita la scusante dell'ignoranza. Non sono nani e ballerine: questo è il prezzo che hanno dovuto pagare per consentire che quel signore lì lasciasse il posto del governo. Guardi, fino all'ultimo giorno in cui Berlusconi è stato al governo, le sue imprese hanno perso il 30-40 per cento del valore del capitale. Arrivato Monti sono già risalite tutte: quello che ci fa davvero un affare con questo governo è Berlusconi". Secondo Di Pietro si poteva intervenire in un altro modo. "C'erano le frequenze televisive da mettere all'asta (e sono quattro miliardi e mezzo), la riduzione delle spese militari per alcuni miliardi di euro, la tassazione come si deve dello scudo fiscale, la tracciabilità con la confisca dei beni per quelli che non erano in grado di dimostrare dove avevano preso i soldi; c'erano una serie di interventi da fare sul falso in bilancio, corruzione, appropriazione indebita, c'erano costi della politica da abbassare. La Germania e l'Inghilterra hanno fatto una convenzione internazionale con la Svizzera per sapere quanti soldi sono stati depositati nei forzieri oltralpe. Perché non l'ha fatta anche l'Italia? Invece si sono chiesti i soldi sempre ai soliti: quelli che devono mettere la benzina e che devono fare la spesa".

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