“Nuovo decreto Super Green Pass.   Mancini (Lega) : misure inaccettabili che danneggiano imprese e turismo”

269496569 3189328841304132 514227546597880956 n 1(ASI) Nel 2021 i dati dei consumi si sono chiusi in negativo per molti dei settori. Rispetto al 2019, alberghi a -34,8 per cento, la ristorazione -27,3, i servizi culturali registrano un -21,5 e i trasporti -16 per cento”. Lo scrive il consigliere regionale Valerio Mancini (Lega-presidente Seconda Commissione) che esprime “forte preoccupazione per le gravi ripercussioni che le scelte del Presidente Draghi stanno avendo sull’economia italiana. Il Governo – osserva - deve invertire la rotta o la nostra economia sarà irrimediabilmente compromessa”.

“Le nuove regole del Decreto legge ‘Super Green Pass’, entrate in vigore ieri, sono un oltraggio ai diritti dei lavoratori. Si tratta di misure sempre più severe che rappresentano un danno irreparabile per la nostra economia, già pesantemente vessata da chiusure e restrizioni che di fatto però non si sono rivelate risolutive per il contenimento della diffusione del Covid 19, considerata la media di quasi 200mila contagi giornalieri. Dal 1 febbraio inoltre – aggiunge - andrà in scena l’ennesima follia: per entrare alle poste, in banca e in attività commerciali non essenziali, servirà il green pass base, e questo implica che chiunque voglia svolgere una qualsiasi operazione, compreso pagare le tasse, sarà costretto a spendere almeno 15 euro per un tampone: una vergogna”.

“Quelle predisposte dal Governo sono scelte incomprensibili - rimarca Mancini –. Si pensi ai tantissimi giovani studenti non vaccinati che non hanno accesso ai mezzi pubblici, ma possono poi seguire regolarmente lo svolgimento delle lezioni in classe insieme ai vaccinati, come giustamente avviene. Enormi disagi che si assommano alle tante altre che si trovano a vivere coloro che abitano in zone colpite dal sisma del 2016. Nella frazione di San Pellegrino di Norcia, ad esempio – commenta Mancini -, ci sono genitori costretti a svegliarsi alle 5 del mattino per accompagnare i propri figli a scuola, in quanto non essendo vaccinati, hanno il divieto di utilizzare il trasporto pubblico. Coloro che hanno ideato queste misure, sono menti simili a quelle che hanno partorito l’assurdità dei banchi a rotelle, questo vale la pena ricordarlo. Ormai – aggiunge - è evidente che la volontà del Premier Draghi sia quella di imporre una vaccinazione di massa nonostante i dati dimostrano l’insufficiente efficacia di questi vaccini. Ad oggi infatti, il 48,10 per cento degli italiani ha effettuato anche la terza dose e quasi l’80 per cento della popolazione risulta vaccinata, sottacendo il dramma di tantissime persone che hanno avuto effetti avversi anche gravissimi. Nonostante questa evidenza, però - prosegue Mancini -, il Presidente del Consiglio continua a promuovere decreti sempre più severi, che di fatto stanno riportando il Paese all’epoca del lockdown”.

Secondo il consigliere leghista, “la frase pronunciata come mantra ‘salveremo il Natale’ è smentita senza appello dai dati sulla ristorazione, che registrano un calo importante della clientela, e anche il comparto del turismo è in negativo del -71 per cento . Solo gli arroganti non capiscono la necessità di cambiare le strategie quando l’evidenza smentisce il loro pensiero. E mentre noi perseveriamo – sottolinea Mancini -, altri Paesi esteri, più avveduti, hanno già annunciato cambi di strategia nella gestione della pandemia, uno fra tanti la Svizzera, notoriamente non sprovveduta nella gestione della sanità e dell’economia, per non parlare poi dell’Inghilterra”.

“Nessuno, in questi primi giorni dell’anno – aggiunge Mancini - ha dato peso all’enorme e insostenibile aumento dei costi energetici per famiglie, imprese e mondo agricolo. Nella testa di chi ci governa, solo vaccini sperimentali da somministrare anche ai giovanissimi e restrizioni. È evidente il depistaggio del Governo nel quale a fallire sono stati proprio i tecnici che dovevano essere la soluzione dei problemi, che invece – conclude Mancini - si sono rivelati loro stessi il primo problema per la tenuta economica del paese e della democrazia”.

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