Inviata Pec al Governo, Tiboni (MIC): Bollettini ISS stravolti dal metodo di raccolta dati. Inequivocabile il dolo?

(ASI) "Riportiamo in allegato* la Pec inviata in data odierna dalla nostra Organizzazione Politica al Presidente del Consiglio Mario Draghi, al Ministro della Salute On. Roberto Speranza, al Direttore Generale AIFA Nicola Magrini e per ultimo al Presidente ISS Silvio Brusaferro.

Comunicazione necessaria al fine di ricevere un chiarimento sui bollettini ISS in merito alla raccolta dati, con la conseguente sovrastima dei decessi, nel presunto (a detta del Governo) sovraccarico che i non vaccinati eserciterebbero sulle Terapie Intensive.  Definitivamente caduta la giustificazione basata su contagi e trasmissibilità del virus, le pressioni a vaccinarsi si reggono ormai sull’ultimo flebile motivo, individuato non solo dallo stesso Draghi nel presunto sovraccarico che i non vaccinati eserciterebbero sulle TI. I dati dello stesso ISS hanno dimostrato come tale sovraccarico, sia in realtà inconsistente e pretestuoso. Ora prendiamo anche atto della conferma fornitaci dal dr Bassetti, che denuncia una sovrastima dei dati ufficiali sui decessi, derivante a suo dire dalla reiterata cattiva pratica di conteggiare non solo i decessi “per” covid, ma anche quelli “con” covid. Sulla base di questi evidenti paradossi che confermano quanto si navighi a vista abbiamo chiesto un parere a più medici, i quali hanno dichiarato:

“Lo scenario descritto da Bassetti, notoriamente verificatosi nella prima fase della pandemia, non dovrebbe teoricamente essere più possibile da aprile 2021, cioè da quando l'ISS ha emanato un protocollo per la definizione di decesso covid, proprio per evitare il ripetersi di questo errore. Purtroppo però, nell’attuale panorama mediatico, dove l’efficacia dei vaccini è riconosciuta aprioristicamente, tale protocollo, pur condivisibile in linea di principio, forma le basi razionali per un errore ancora più grave di quello riferito da Bassetti, ossia la sovrastima dei decessi covid solo nei non vaccinati, con parallela sottostima nei vaccinati. In pratica infatti il suddetto protocollo impone al medico di fare una valutazione tra il peso del covid e quello di altre patologie nel determinare il decesso. Ciò è giusto in linea di principio, ma in presenza di fiducia a priori nei vaccini, porta inevitabilmente a fare scelte non equilibrate, in base all’assunto che il covid grave nel soggetto vaccinato sia di norma meno frequente. In medicina orientare il giudizio in base alla prevalenza di un fenomeno è una pratica efficace perché riduce l’errore, ma solo quando la prevalenza del fenomeno in oggetto sia già stata correttamente misurata da precedenti esperienze. Al contrario, se vi è una stima solo ipotizzata della prevalenza di quel fenomeno, il giudizio del medico deve rimanere oggettivo, altrimenti l’errore rischia di amplificarsi, in eccesso o in difetto, qualora quella stima si rivelasse a posteriori non corretta. Facciamo un esempio: di fronte ad un decesso di un paziente affetto da covid e riacutizzazione di scompenso cardiaco (o altra patologia acuta potenzialmente fatale), in assenza di dati oggettivi che possano obbligare la scelta del medico (ossia in assenza di chiaro diverso grado di severità tra le due condizioni), la fiducia incondizionata nei vaccini (prevalente nei medici in servizio, essendo i medici scettici sospesi) porterà inevitabilmente a considerare poco probabile che il decesso sia stato causato dal covid nel paziente vaccinato, e viceversa più probabile che sia stato causato dal covid nel paziente non vaccinato. Uno stesso quadro clinico quindi, rischia di generare un decesso per scompenso cardiaco in un soggetto vaccinato, e un decesso per covid in uno non vaccinato. Cioè quello a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi è che l’assunto che i vaccini evitino i decessi, prima ancora di essere dimostrato, ha probabilmente condizionato le diagnosi dei medici producendo dati alterati, i quali a loro volta hanno erroneamente confermato l’assunto. Tecnicamente un bias cognitivo in piena regola, cui inevitabilmente si incappa quando in medicina si fa “pubblicità” anziché informazione. Quello cioè cui si ovvia, nella valutazione di un endpoint, con il doppio cieco, che, ricordiamo, con le varianti delta e omicron non è mai stato fatto. Se non si interrompe, questo circolo vizioso continuerà inesorabilmente anche in futuro a generare dati errati, dati teoricamente di nessun valore, a causa di una sovrastima dei decessi covid nei non vaccinati ed una corrispettiva sottostima nei vaccinati. Tale concetto è qualcosa di più di una semplice un’ipotesi, perché si fonda su solide basi razionali. E’ quasi impossibile cioè che di fronte a quadri clinici complessi e compromessi, in cui spesso la ricerca della vera causa di morte, pur necessaria ai fini legali, appare in realtà un mero esercizio intellettuale, i medici non abbiano fatto riferimento, anche inconsciamente, allo stato vaccinale del paziente per… fare una scelta”. Insomma uno scenario, quello appena descritto, che ci rende conto di come il conteggio dei decessi sia antiscientifico e privo di alcun valore. E per quanto riguarda i ricoveri in TI? Anche su questi interviene il giudizio del medico condizionato dalla presunta miracolosità dei vaccini, nel decretare ricovero “con” o “per” covid? Anche questi dobbiamo considerare del tutto inattendibili? E la recente decisione della regione Piemonte di estendere il discrimine della valutazione clinica all’area medica, comincerà ad inquinare anche qui i dati, riducendo i covid solo nei vaccinati?”

Alla luce di quanto evidenziato dai medici da noi interpellati, data l’importanza della questione, ci aspettiamo da questi signori che venga fatta chiarezza, tenuto conto che ciò che viene iniettando nelle vene delle persone non è un vaccino ma una terapia genica, come sostengono illustri medici del calibro di Luc Antoine Montagnier. Il numero di ricoveri in Terapia Intensiva, in ordine ai quali si stanno  legittimando restrizioni ed obblighi sulla cittadinanza, appaiono senza giustificazione sanitaria, e rischiano di affossare definitivamente il Paese Italia e di suoi cittadini." Lo dichiara in esclusiva ad Agenzia Stampa Italia con una nota il Coordinatore Nazionale dell’Organizzazione Politica Italia nel Cuore (MIC), Mauro Tiboni. 

 

* Pec inviata a Draghi, Speranza, Magrini e Brusaferro  Contenuto PEC

 

 

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