Confcooperative-Fedagripesca: “L’Unione Europea non discrimini il consumo moderato di vino”

Mariani e Sepiacci: “Il vino è cultura, ed è pertanto indispensabile riconoscere la differenza tra consumo ed abuso”

coltivare la vite(ASI) “Il vino è indissolubilmente legato alla cultura ed allo stile di vita della nostra regione e di tutto il territorio nazionale ed europeo, esso è molto più di una semplice bevanda alcolica: si tratta di un comparto produttivo che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’occupazione e della sostenibilità economica, sociale e ambientale di intere aree rurali” il Direttore Regionale di Fedagripesca-Confcooperative Lorenzo Mariani fa proprie le preoccupazioni espresse dal Presidente del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca e dell’Alleanza delle Cooperative Luca Rigotti circa la posizione assunta dalla Commissione speciale per la lotta al cancro del Parlamento europeo che demonizza senza vie di mezzo il consumo del vino nel territorio europeo.

“La Commissione nelle recenti scelte assunte non ha tenuto in debito conto la differenza tra uso ed abuso di vino e questo preoccupa molto gli operatori del settore” gli fa eco Massimo Sepiacci, il Vice Presidente di Confcooperative e Presidente di Umbriatop Wines la Cooperativa che associa i principali produttori vitivinicoli della regione. “Gli obiettivi del piano di lotta contro il cancro sono pienamente condivisibili – sostengono Sepiacci e Mariani - ma ciò non ci esime dal ravvisare una sostanziale mancanza di equilibrio del Parlamento europeo laddove non opera una distinzione tra consumo moderato e consapevole di vino come alimento e parte integrante tra l'altro della Dieta Mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell'Unesco”.  

“Nel Rapporto della Commissione si legge infatti che “non esiste un livello sicuro di consumo di alcol quando si tratta di prevenzione del cancro”, un’affermazione che secondo il Presidente del Gruppo di lavoro Copa-Cogeca Luca Rigotti “va letta come una generalizzazione che non tiene conto della divergenza di risultati e di opinioni tra i membri della comunità scientifica e che finisce per stigmatizzare un prodotto agricolo naturale come il vino che fa parte della nostra tradizione, senza tra l’altro riuscire ad affrontare efficacemente le cause profonde del consumo dannoso”.

“Crediamo che la giusta risposta al consumo eccessivo e dannoso – chiudono Sepiacci e Mariani – debba passare attraverso l'educazione e la consapevolezza. Sottolineare l'importanza di un consumo moderato, connesso al cibo nell'ambito di una dieta equilibrata e a un sano stile di vita, può al contrario contribuire a ridurre il consumo eccessivo. Per questo ha fatto bene il Comitato Vino dell’Alleanza delle Cooperative ad esprimere le proprie preoccupazioni al Ministro Patuanelli e lo faremo anche noi a livello regionale all’Assessore Roberto Morroni nella convinzione che egli stesso condivida le nostre considerazioni e preoccupazioni”.

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