(ASI) "Quando abbiamo negoziato il Recovery non è stato fatto per favorire qualche grande gruppo multinazionale per l’attuazione degli investimenti, ma esclusivamente per ridurre le diseguaglianze che dopo il Covid-19 si sono acuite, sui territori e nella società.

Oggi questa è la priorità assoluta in Italia e in Europa. Questo significa accrescere il benessere collettivo e la qualità della vita dell'Italia nella società post Covid-19. Salute, istruzione, sicurezza, alimentazione, rispetto dell’ambiente sono legate a doppio filo alla crescita che dobbiamo perseguire. Altrimenti avremo fallito tutti e danneggiato le nuove generazioni. Le risorse negoziate brillantemente dal Presidente Conte e dagli allora ministri Gualtieri e Amendola servono a rafforzare la sanità pubblica e la medicina territoriale, la scuola pubblica mettendo in sicurezza e digitalizzando i 40 mila plessi scolastici, una vera transizione ecologica e digitale. È su queste priorità che si può fare un vero patto per l’Italia. Siamo nell'ultima settimana di campagna elettorale, dividiamoci su chi deve amministrare le città, ma non sull'idea di società al tempo dell'attuazione del Recovery. Il governo ha il nostro massimo sostegno e mandato pieno sull’uscita dall’emergenza sanitaria e sull’attuazione del Recovery, ma nessuno nel nostro Paese ha avuto in passato, e non la avrà in futuro, una delega in bianco, e credo che non la vorrebbe neanche il presidente Draghi che è molto rispettoso del Parlamento. Le forze politiche in Parlamento hanno il dovere di intervenire per migliorare tutti gli strumenti messi in atto per l’attuazione degli investimenti, dando maggiori responsabilità e maggiori investimenti ai sindaci perché saranno loro i veri protagonisti per la buona riuscita dei progetti del PNRR". Così Francesco Boccia, deputato PD e responsabile Enti locali della Segreteria nazionale, in diretta a Sky Agenda su Sky Tg24.

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