I partiti politici sembrano solo preoccupati di rivendicare che la destinazione dei soldi del Recovery sia diretta a chi li ha sorretti, ossia alle banche e alle multinazionali 
  
(ASI) Ribadisco, con vigore, che la riconquista della salute da parte dei cittadini italiani, nonché la rinascita dell'economia e della vita sociale dei territori italiani deve essere la principale priorità del Governo Draghi, di pari passo con l'erogazione dell'aiuto economico ed immediato a quanti ne hanno bisogno.
Difatti, siamo molto vicini allo scoppio di una rivolta sociale di dimensioni incontenibili, mai vista nel corso della storia della nostra nazione. La pandemia sembra avere annullato, seppur in modo doloroso, per l'intera nazione, la distinzione tra Nord Italia e Sud Italia, in quanto l'intera Italia è diventata poverissima. Il popolo del Sud, purtroppo, è destinato ad impoverirsi ulteriormente. Bisogna riconoscere, con profonda amarezza, che la politica, in Italia, ha tragicamente dimostrato di non avere più alcuna possibilità vitale, in quanto è diventata, sempre più, solo una parola astratta, vuota di significato ed i partiti politici, seduti sugli scranni del Parlamento, sembrano solo preoccupati di rivendicare che la destinazione dei soldi del Recovery sia diretta a chi li ha sorretti, ossia alle banche e alle multinazionali. 
Le mafie attendono, anch'esse, soldi e, a quanto pare, l'occasione è ghiotta. 
Il popolo italiano, quello che lavora, anzi che lavorava, quello che certamente non siede nei luoghi del potere, rischia la fame. 
L'italia è assimilabile quasi a un paese del terzo mondo ed anche le regioni ubertose del Nord Italia stanno per precipitare nella povertà, come già lo sono quelle del Sud Italia.
Sono state stanziate cospicue somme per sanare la povertà ed anche per creare una nuova nazione per le generazioni future. 
La verità è che il futuro delle generazioni si crea partendo dal presente ed il presente è questo immenso campo di battaglia, fatto di feriti e morti.
Per quanto concerne la questione  meridionale è indiscutibile che occorrano azioni immediate e concrete e non parole.
Siamo d'accordo con il Presidente Mario Draghi quando pone in luce l'inutilità delle parole fine a se stesse, ossia della della retorica sterile ed ingannatrice, propria della politica, che raggira, in modo davvero immorale, i cittadini. 
Altrettanto concordi ci vede la necessità, sottolineata dallo stesso Presidente, di dar valore e priorità all'azione pratica nell'ambito politico ed istituzionale, considerata unico strumento necessario per la realizzazione di ogni progetto. 
Così pure concordiamo con il fatto che la verità sia la leva per amministrare la vita dei cittadini, in questo caso dei cittadini italiani, i quali hanno bisogno, per vivere, della linfa vitale proveniente unicamente dalla politica fondata sulla verità dei fatti.
Anche noi riteniamo fondamentale  ricreare le fondamenta della vita politica italiana, molto ciarlatana, per definire, altresì, il significato  autentico della parola "politica", così ridicolizzata nel corso degli anni e, pertanto, vanificata, per quanto attiene alla realizzazione dei necessari progetti da realizzare a favore della crescita della nazione italiana, che rischia la morte sociale ed economica.
Siamo meravigliati nell'osservare come noti esponenti del mondo politico e della comunicazione vorrebbero che il Presidente del Consiglio  fosse un 'ciarlatano', come sono stati, finora, tanti politici.
Noi no! Apprezziamo, invece, il vigore dei fatti e non l'altisonate parola, tanto utilizzata dai vari politici, fine a se stessa, perché il potere dei fatti ci parla dell'impegno oggettivo e pragmatico necessario per il raggiungimento degli obiettivi, che, indiscutibilmente, sono davvero rilevanti e difficili da raggiungere.
Il nostro Sud Italia ripone fiducia nel nuovo panorama politico, che ha sostituito il precedente.
Ci preme sottolineare il nostro desiderio ed il nostro auspicio relativamente al fatto che il nostro Sud esso venga equiparato al Nord Italia,  per quanto attiene il suo valore economico, sociale, umano e culturale.
Saremmo grati al Governo se volesse dar vita ad una legge che sancisca l'applicazione della "No tax area" che consenta di detassare le società che vogliono aprire sedi o fare impresa nel Sud Italia , ai cui cittadini devono essere destinate importanti erogazioni economiche derivanti dal Recovery Fund.
Considerato che esiste una seria problematica, relativamente alla vita morale di alcuni politici militanti nel Sud Italia, sarà opportuno creare una nuova compagine di uomini politici che lo amministrino, se si vuole realmente realizzare il suo sviluppo socio-economico, evitando, in tal modo, qualsiasi collegamento con le mafie, che possa inficiare la concretizzazione del processo di sviluppo necessario per creare benessere per l'intera nazione italiana.
Creare una nuova classe politica, onesta e motivata da sani principi morali, che governi il Sud Italia, siamo convinti che possa finalmente condurre alla reale soluzione dell atavica, ma sempre attuale, questione meridionale, rinnovando radicalmente la vita socio-economica di un territorio italiano rimasto nell'oblio e nella povertà.
Certo, non sarà facile cambiare la vita politica del Meridione d'Italia, in quanto le mafie affondano le proprie radici anche nella cultura e nelle tradizioni dei Sud Italia. Ma è proprio questa la sfida: cambiare politica, cambiare mentalità, cambiare gli uomini posti nei luoghi del potere per cambiare il Meridione e, conseguentemente, l'economia dell'intera nazione italiana, che si avvarrà del contributo economico derivante dallo sviluppo di un territorio destinatario solo di aiuti e non partecipe attivamente all'attività economica, nonché alla produzione di ricchezza da essa derivante.
Sapere, infine, che sia stata scelta una donna per ricoprire l'incarico di Ministro per il Sud significa per noi vedere poste le basi di un cambiamento di mentalità, necessario per dar vita al processo di  'italianizzazione' del Meridione d'Italia.
Riponiamo fiducia nella capacità, che sgorga dall'onestà, del Ministro Mara Carfagna di dire no a ciò che si pone come freno del processo  migliorativo delle terre del Sud Italia, facendo vivere non solo una visione legalistica della politica, ma quella cultura materna delle donne, che dà la vita e rigenera ciò che è stato lasciato senza fertilità, in quanto non produttivo di vitalità e di benessere per tutti. 

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