(ASI) I dati diffusi oggi dall’Istat in merito all’andamento dell’economia italiana lanciano segnali allarmanti. L’apparente miglioramento, che fa segnare al Pil italiano nel terzo trimestre del 2020 un “deciso rimbalzo” del 16,1% rispetto al trimestre precedente (chiusosi a -13%) è senza dubbio legato alla fase di ripresa delle attività post lockdown.

A dimostrarlo contribuisce il dato su base annua: rispetto al periodo giugno-settembre 2019, infatti, l'economia ha registrato una contrazione del 4,7%.

La variazione acquisita del Pil italiano per il 2020, pertanto, è pari a -8,2%.

Una analisi simile può essere condotta sull’andamento occupazionale, che segna oggi un miglioramento: a settembre il tasso di disoccupazione scende al 9,6% (-0,1 punti) e quello relativo alla disoccupazione giovanile al 29,7% (-1,7 punti). Osservando tali dati bisogna tenere presente il blocco dei licenziamenti disposto dal Governo, che condividiamo debba essere prolungato.

La disoccupazione si attesta in ogni caso su livelli ancora estremamente elevati, che non devono far abbassare la guardia sulla situazione di grave sofferenza che le famiglie e il Paese stanno vivendo.

La crisi determinata dalla pandemia configura un grave scenario di ingiustizia sociale, ripercuotendosi in misura maggiore sulle famiglie meno abbienti, deve essere affrontata con provvedimenti efficaci.

È urgente e necessario, in tal senso, assumere scelte determinate e coraggiose, accelerando l’avvio dei piani per la ripresa economica, a partire proprio da interventi destinati al rilancio dell’occupazione e alla promozione dello sviluppo tecnologico.

È fondamentale, in tal senso, sfruttare in maniera pronta, attenta e mirata i sostegni messi a disposizione dall’Europa. In tale ottica è improponibile e impensabile non usufruire del MES, specialmente ora che stiamo assistendo a una recrudescenza della pandemia, con un forte aumento dei contagi e una crescente necessità di assistenza sanitaria per tutti: i pazienti affetti da covid, ma anche i pazienti con patologie croniche. Non sfruttare i fondi messi a disposizione per la sanità in nome di ottuse posizioni è quanto di più deleterio si possa fare per il Paese in questo momento.

Per questo rivolgiamo al Governo un appello affinché metta in campo ogni azione per affrontare l’attuale emergenza e riportare l’Italia verso una crescita sostenibile ed equa.

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