Intervento del Capogruppo a Palazzo Vecchio Jacopo Cellai e del Capogruppo al Q4 Davide Bisconti

 (ASI) Firenze “Dopo circa trent'anni la sinistra locale, PD in testa, giudica uno sbaglio il campo Rom, costato solo per le sue casette di legno 3 mln €, ripartiti alla pari tra Comune e Regione. In questi anni – dichiarano Jacopo Cellai, Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale e candidato alla Regione, e Davide Bisconti, Capogruppo al Q4 – sono stati spesi oltre 5 milioni in modo assistenziale (casette escluse) per finanziare i servizi più disparati, dal portierato fino ai servizi di assistenza scolastica ed extrascolastica, alle cassette postali. Spese puntualmente documentate da noi. Servizi erogati per lo più allo stesso modo per trent’anni, alla faccia dell’integrazione. Bambini che hanno giocato sui cumuli di rifiuti e sporcizia più disparati, e ne siamo testimoni oculare, in un villaggio che allo stesso ospitava un parco macchine degno del migliore villaggio turistico di livello”.

“Adesso Nardella e Vannucci – aggiungono – ci confermano che non ci saranno scorciatoie per le soluzioni abitative degli abitanti sciorinando percentuali da brividi tra soluzioni provvisorie e assegnazioni in graduatoria ERP. Vogliamo trasparenza. Non è giusto che la domanda di alloggio fatta da un residente in un campo nomadi possa ottenere un punteggio più alto perché l'abitazione viene riconosciuta in condizioni insalubri mentre tante persone che lavorano e pagano un affitto per abitazioni estremamente modeste non possono ottenere punteggio analogo. La legge regionale ERP deve essere rivista per evitare questi “escamotage”. 10€ era il canone della casetta al Poderaccio. Dove è rimasto un debito con Publiacqua che ammontava a 500.000 €. Dove i residenti a tutt'oggi risultano essere anagraficamente più di 200”.

“Si chiude – rimarcano Cellai e Bisconti – una lunga storia di assistenzialismo utile probabilmente più alla sinistra che amministrava per continuare a giustificare una serie di servizi da affidare a cooperative. Una sinistra che ha amministrato ha giocato sul fatto che il Poderaccio non si vedeva facilmente, e la vergogna si nascondeva meglio. Altro che sbaglio, un fallimento. E adesso la massima chiarezza su cosa significa soluzioni provvisorie, chi le paga e per quanto. Idem per le assegnazioni ERP. Chi le ha avute e come ha raggiunto il punteggio. Le regole devono essere uguali per tutti e per davvero. Non vorremmo – concludono – vedere altre discriminazioni alla rovescia”.

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