(ASI) “Occorre che la fibra e tutti i servizi telematici cessino di essere uno slogan e siano portati nelle aree rurali nell'arco di qualche mese e messi a disposizione degli imprenditori agricoli per poter usufruire di tutta la tecnologia dell’agricoltura 4.0 che andremo ad offrire loro”.

E’ quanto affermato dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione della presentazione del manifesto per la nascita del primo polo italiano per l’agroalimentare 4.0, organizzata con un forum on line da Coldiretti, Bonifiche Ferraresi e Filiera Italia per spiegare il nuovo approccio delle imprese ai temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Per pensare al nostro futuro e dare grandi opportunità ai nostri imprenditori oggi diventa ancor più fondamentale sostenere gli investimenti sull’innovazione annunciati dal Governo e che noi abbiamo chiesto – ha continuato Prandini – che vengano riprodotti anche nei prossimi anni per far sì che la nostra agricoltura, già leader mondiale per qualità ed eccellenze, lo diventi anche in termini di tecnologia. Lo potremo fare grazie anche al grande rapporto con bonifiche Ferraresi, alla piattaforma di Demetra sul portale del socio Coldiretti, al coinvolgimento di realtà come ad esempio il Gruppo Leonardo per quanto riguarda il tema dell'utilizzo dei satelliti, alla blockchain e all’agricoltura di precisione 4.0, per dare risposta a quelli che sono i bisogni e le informazioni che noi dobbiamo trasmettere ai consumatori.

Tutto questo ci servirà per competere rispetto a quelle che sono le sfide future, dalla nuova strategia Farm to fork - ha concluso Prandini -, dove oggi vinciamo la battaglia per l’etichettatura dell’origine dei prodotti, al green new deal, beninteso non con risorse che vengano sottratte dalla Pac (Politica agricola comune) ma con nuove risorse che dovranno essere stanziate. E proprio per questo abbiamo appreso la disponibilità da parte della presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen di mettere nuove risorse a disposizione di quegli stati membri che sono stati colpiti duramente da coronavirus ma indicando quelli che sono i settori su quali bisognerà andare ad investire e ancora di più una sfida per questo nostro comparto”.

“Il manifesto della filiera agroalimentare 4.0 va nella giusta direzione di creare aggregazione e sinergia tra il mondo della produzione agroalimentare e il mondo dell’innovazione tecnologica – ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli -, un ecosistema nazionale capace di valorizzare le eccellenze coniugando tradizione e innovazione. Ciò – ha aggiunto – costituisce anche un aiuto per il Governo, poiché abbiamo bisogno di accompagnare le imprese in questo percorso ma soprattutto di essere accompagnati dalle imprese”. Nel suo intervento il ministro ha anche ricordato l’impegno degli ultimi mesi per far fronte all’emergenza con il Decreto Rilancio che ha salvato 11mila start up a rischio chiusura, i 220 milioni impegnati sull’innovazione a a partire dall’Agrifood e i 20 miliardi stanziati complessivamente per il settore produttivo.

“L’innovazione verso un agroalimentare più sano e sostenibile è al centro della nuova strategie europea Farm to fork – ha ricordato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia - ma occorre capire come si vuole raggiungere questo obiettivo. Se si vogliono stravolgere i sistemi naturali e di qualità e verso un modello sintetico e artificiale, con la sostituzione di milioni di agricoltori con poche multinazionali e laboratori di sintesi, di questo non abbiamo bisogno. D’altro canto l’emergenza sanitaria ha accentuato alcuni processi innovativi già in atto, come la digitalizzazione, lo studio di nuovi imballaggi, la valorizzazione dei sottoprodotti per creazione di materiali monouso con ingredienti naturali e la riduzione degli scarti, favorendo l’economia circolare. Ma anche il lavoro per assicurare una base scientifica sempre più solida per evidenziare le proprietà degli ingredienti naturali funzionali come nel caso della Dieta Mediterranea. Con il manifesto per un’agricoltura 4.0 vogliamo creare un sistema che comprenda tutte le fasi di un sistema di innovazione vero nell’ottica del mercato, dalla ricerca alla selezione di progetti commercializzabili, fino all'incubazione vera e propria da idee ad aziende vere e proprie con la partecipazione di investitori per accelerare la crescita di start up”.

L’amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi Federico Vecchioni ha evidenziato come le iniziative realizzate negli ultimi anni abbiano dimostrato al mondo finanziario quanto il mondo agroindustriale fosse capace di introdurre innovazione, attirando investimenti e nuovi capitali. “Un esempio è proprio la piattaforma di BF che rappresenta il più grande e significativo esempio di introduzione di agricoltura di precisione, con una superficie aziendale che sfiora gli 8.500 ettari, e altri 73mila ettari seguiti grazie ai servizi offerti – ha spiegato -. Questa capacità di innovazione va incontro anche alle nuove esigenze dei consumatori, che chiedono sostenibilità, qualità degli alimenti, ma anche blockchain e controllo delle produzioni, diventati valore aggiunto del prodotto alimentare diffuso nei mercati.

Antonio Samaritani amministratore delegato di Abaco Group ha presentato il lavoro fatto assieme a Coldiretti per dotare le imprese agricole iscritte al Portale del Socio Coldiretti di un’applicazione, ribattezzata Demetra, per leggere in ogni momento lo stato di salute delle proprie coltivazioni, con dati sulle previsioni meteo e le temperature, sulla fertilità dei terreni, sullo stress idrico e tanto altro, permettendo di ottimizzare le rese e la produttività. “Proprio Demetra – ha spiegato Samaritani – può diventare il ‘sistema nervoso’ della nuova piattaforma Agricoltura 4.0 capace di accompagnare la digitalizzazione delle imprese agricole e sul quale innestare poi i progetti ‘verticali’. Peraltro – ha aggiunto – oggi i provvedimenti del Governo assicurano un credito d’imposta di circa il 20% per investimenti su macchinari, ma se questi sono collegati a piattaforme di interscambio dati, come Demetra, il credito sale al 40%”.

“La pandemia ha riportato le filiere agroalimentari al centro delle vite dei Paesi – ha ricordato il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo -, poiché sono state queste a consentire che l’umanità potesse continuare a ‘mangiare’, che anche le fasce più disagiate abbiano potuto nutrirsi. Oggi abbiamo bisogno di un’agricoltura sempre più sostenibile, che concorra in tutti i suoi aspetti alla salute del pianeta; di un sistema agroalimentare ancora più prossimo ai consumatori; di una scienza amica, che rassicuri la comunità sulla bontà e sulla sicurezza di ciò che mangia. Ma abbiamo anche bisogno di strutture di ricerca che siano democratiche, aperte a tutti i soggetti della filiera e di rendere le nostre imprese, dalla più piccola alla più grande, ancora più forti, più solide, più performanti.  Una scienza amica, una tecnologia a portata di tutti, una piattaforma di riferimento tutta italiana, e penso ai Consorzi e Bonifiche Ferraresi, come grande hub dell’innovazione per l’agroalimentare italiano, sono quanto serve oggi al paese e al mondo agroalimentare”.

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