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                                                                                                       Sigonella: base Usa a tutto tondo

(ASI) Posta nel cuore del Mediteranno la base aerea di Sigonella è quanto mai essenziale nell’ottica della strategia bellica planetaria a stelle e strisce.

Strategicamente accorpata al vicino presidio di Trapani-Birgi la base catanese attualmente è diventato un vero e proprio snodo essenziale per la movimentazione di uomini, mezzi e sistemi d’arma destinati alla campagna di Libia a sostegno dei ribelli.

Particolarmente attivi nello scalo siciliani gli UAV MQ-1 Predator, veivoli senza pilota che il Pentagono sta utilizzando senza sosta per distruggere il suolo libico e fare terra bruciata intorno a Gheddafi; a rendere questi aerei particolarmente precisi i missili aria-terra a guida laser AGM-114 Helfire con cui sono equipaggiati.

Sempre a Sigonella si trovano poi i Global Hawk, veivoli ugualmente privi di pilota ma destinati a compiti di spionaggio in grado di intercettare ogni movimento potenzialmente sospetto nelle aree sottoposte al loro controllo; possono volare per circa 30 ore in qualsivoglia tipo di condizioni atmosferiche. Dopo aver ingrandito con i propri visori di bordo le immagini captate e calcolate le coordinate geografiche dei potenziali obiettivi, questo aereo invia le informazioni ai centri di analisi terrestri e agli aerei-radar AWACS della NATO posti nel vicino presidio di Trapani-Birgi che informano i Predator sugli obiettivi da bombardare e distruggere.

Sempre in tema di Global Hawk Sigonella a breve diventerà la base principale di utilizzo di questo tipo di veivoli chiamati a coordinare i futuri attacchi, convenzionali e nucleari, contro ogni possibile obiettivo nemico nel blocco euroasiatico ed in Africa.

Secondo le intenzioni del Pentagono entro il prossimo anno ci sarà nella base un plotone intero di Global Hawk mentre da qui al 2014 giungeranno a Sigonella 800 militari. Attualmente operano nella base velivoli per il pattugliamento marittimo P-3C “Orion”, gioielli dell’intelligence navale convertiti in aerei d’attacco: la US Navy ha dotato gli “Orion” dei missili aria-superficie AGM-65 “Maverick”, ampiamente utilizzati per distruggere le imbarcazioni libiche.

Il presidio isolano inoltre offre supporto tecnico-logistico ai V-22 “Ospreys” dotati di decollo verticale, ai cacciabombardieri F-15 ed F-16. Sempre qui sono di stanza i ricognitori Boeing RC-135 “Rivet Joint”, i velivoli di sorveglianza elettronica EP-3E “Aries II”, quelli per il rilevamento dei segnali radar EA-18G “Growlers” e gli aerei cisterna KC-130 e KC-135 utilizzati per il rifornimento dei velivoli impegnati nei raid, compresi i cacciabombardieri strategici B-2, gli “aerei invisibili”, giunti direttamente dalla costa orientale degli Stati Uniti d’America.

Con la costituzione dell’AFRICOM, il comando USA per le operazioni terrestri, aeree e marittime nel continente africano, sta ulteriormente crescendo il traffico aereo a Sigonella, specie dei velivoli che trasportano i reparti e i mezzi statunitensi destinati ai teatri più “caldi” del nord Africa e dell’Africa sub-sahariana; anche perché a Washington e dintorni sanno bene per agire con successo nel continente nero è fondamentale sviluppare le infrastrutture fondamentali delle basi coinvolte nel progetto, tra cui proprio quella siciliana.

Evitato il rischio default l’amministrazione Obama può far ripartire la propria guerra globale per il controllo mondiale e Sigonella ne rappresenta un ingranaggio quanto mai fondamentale.

 

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