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Politica Nazionale

Manovra, Meloni: FDI si oppone duramente a 'legge tagliola' su editoria

Di Redazione ASI 23 Dicembre 2018 – 17:08 2 min di lettura

(ASI) "Questa manovra economica sconclusionata, tutta tasse e dilettantismo, contiene una vera e propria follia nella follia. Mi riferisco al taglio del contributo pubblico all’editoria.

Una sostanziale riduzione nell’immediato, per arrivare all’eliminazione completa nel 2022. Fratelli d’Italia si oppone e si opporrà duramente a questo provvedimento scellerato, per una serie di motivi che dovrebbero essere ovvi in una democrazia normale, ma che evidentemente non lo sono per il governo gialloverde. Giova allora ricordarne qualcuno.  Anzitutto, segnalo che forme di sostegno pubblico al comparto dell’informazione sono presenti in quasi tutta Europa e in quasi tutto il mondo avanzato, Stati Uniti compresi. Inoltre, noto che questa autentica legge tagliola contraddice platealmente la retorica più volte sbandierata sia dal Movimento Cinque Stelle che dalla Lega sui cosiddetti “giornaloni” che monopolizzano il dibattito. Il paradosso supremo è che si tratta di un inedito e insperato regalo proprio ai grandi gruppi editoriali, che non beneficiano di alcun contributo diretto da parte dello Stato, ma invece di sgravi parecchio consistenti che non vengono minimamente intaccati dal “governo del cambiamento” (ipotetico). Il quale si appresta invece ad azzerare la concorrenza di giornali locali, testate no profit, cooperative senza scopo di lucro, perfino giornali delle diocesi e in generale tutti quegli organi di informazione distanti e distinti dalla grancassa del pensiero unico. Le cui testate di riferimento si vedono così recapitato un cospicuo pacco dono natalizio, sotto forma di copie e pubblicità.  La vera vittima del taglio selvaggio è quindi il pluralismo, è la varietà dell’offerta e dei punti di vista, e con esso anche quel patrimonio di identità e di culture locali a cui per esempio la Lega dovrebbe guardare storicamente con favore. Purtroppo, non è l’unico tema, dalla flat tax alla pace fiscale, su cui abbiamo visto prevalere nettamente il furore ideologico del Movimento Cinque Stelle".

Lo scrive il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, in un editoriale pubblicato su Libero Quotidiano. 

"Anche nei panni di un ministro teoricamente dello Sviluppo Economico come Luigi Di Maio, in ogni caso, si tratta di uno spettacolare harakiri: la filiera occupazionale che viene messa così seriamente a rischio consta infatti di diecimila posti di lavoro. Non solo: ad oggi il finanziamento elargito viene calcolato sulla base delle retribuzioni pagate, delle copie vendute e dei contributi versati. Quelle che ne beneficiano sono quindi aziende virtuose, che pagano secondo contratto molti giornalisti a tempo indeterminato, proprio quella forma di rapporto che Di Maio sostiene di voler incentivare. La cancellazione del contributo avrebbe l’effetto immediato di precarizzare altre migliaia di lavoratori. 
Insomma, la stretta all’editoria è sbagliata in punta di principio e controproducente in termini economici. Non credo serva altro, per schierarsi convintamente contro", ha aggiunto Meloni.

Nota della Redazione

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