(ASI) - La Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati è arrivata nella mattinata di oggi intorno alle ore 10.30 al Quirinale; si aprono così le consultazioni da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per trovare il nuovo premier che presiederà al Consiglio dei Ministri per i prossimi cinque anni (si spera).

Alle 11.30 è arrivata la terza carica dello Stato e cioè il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, mentre alle 12.30 è stato il turno di Giorgio Napolitano. Un'antica consuetudine (non si tratta infatti di una legge) prevede di aprire le consultazioni ascoltando i presidenti delle Camere e il Presidente emerito della Repubblica. Nel pomeriggio, alle ore 16, sarà il turno del gruppo per le Autonomie del Senato e successivamente inizieranno gli incontri con i leader dei gruppi parlamentari, partendo da quello numericamente più consistente; questo valore è dato dalla somma algebrica dei membri del partito in entrambe le Camere. Alle 16.45 toccherà al gruppo Misto del Senato, alle 17.30 al gruppo Misto della Camera e alle 18.30 a Fratelli d'Italia. I partiti maggiori si recheranno dal capo dello Stato nella giornata di domani.

Giovedì 5 aprile si riapriranno quindi le consultazioni al Quirinale alle ore 10, con il PD che nelle ultime elezioni è risultato il secondo partito più votato, ma visti i voti ottenuti dalla coalizione di centro-destra, scivola al quarto posto nell’ordine delle consultazioni a causa del numero più basso di parlamentari ottenuti.
Alle ore 11.00 sarà la volta di Forza Italia mentre alle 12.00 toccherà alla Lega. Infine, alle ore 16.30, le consultazioni termineranno con i gruppi parlamentari del M5S.
Venerdì 6 aprile la palla passa nelle mani del Capo dello Stato il quale, ascoltati tutti i gruppi e le forze presenti in Parlamento, sulla base degli accordi politici e dei numeri necessari per godere di una maggioranza parlamentare, dovrà decidere il da farsi.
Potrebbe anche decidere di aprire, un nuovo giro di consultazioni, senza conferire a nessuno l'incarico perché non convinto di poter trovare una figura in grado di formare il governo, specialmente se nessun partito gode dei numeri necessari in Parlamento.
Ci sono due tipologie di mandato: il pre-incarico dove il leader politico indicato da Mattarella dovrà trovare una maggioranza stabile e solo successivamente il Capo dello Stato deciderà se trasformarlo in un incarico pieno. L’altra opzione sarebbe il mandato esplorativo, affidato solitamente ad uno dei due Presidenti del Parlamento, per cercare nuove intese che non sono emerse nelle consultazioni ma che potrebbero venire fuori in colloqui privati con i partiti politici. Trovata la figura che possa formare il nuovo governo, va fatto il giuramento di fronte al Capo dello Stato e il nuovo premier dovrà formare il Consiglio dei Ministri; successivamente si dovranno presentare alle Camere e ottenerne la fiducia. Se la raggiungerà, il leader del governo potrà iniziare a lavorare altrimenti dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.
Ma i problemi sono dietro l’angolo; in particolare c’è la necessità di varare il Def entro il 10 Aprile. Il governo Gentiloni, ancora in carica solo per il disbrigo di affari correnti in sospeso, dovrà stilare il documento di programmazione economica finanziaria, previo parere di due commissioni speciali competenti; va approvato dalle Camere a maggioranza assoluta, inviato a Bruxelles e accettato dalla commissione Ue.

Il cammino per formare il nuovo governo è ancora lungo e le tempistiche non sono affatto brevi; ma visto che la Germania è riuscita ad avere un esecutivo ‘appena’ dopo sei mesi dalle elezioni, direi che ancora siamo in anticipo rispetto agli inflessibili e precisi tedeschi. 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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