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Politica Nazionale

Economia e società, Stefano Vinti (Si): Serve nuova politica riformatrice"

Di Redazione ASI 15 Dicembre 2016 – 15:19 2 min di lettura

vinti.stefano copy(ASI) “Mentre la nostra regione è colpita da un terremoto economico e sociale, paradossalmente la politica che ‘conta’ dedica il proprio tempo, notevoli energie e risorse a decidere sulle sorti di qualche super burocrate della Regione.                                                                                        

Vinti “Una certa politica non vuole vedere il declino della nostra regione”. Il rappresentante di Sinistra italiana commenta i dati Istat e Cgil sullo stato dell’Umbria

(ASI) “Mentre la nostra regione è colpita da un terremoto economico e sociale, paradossalmente la politica che ‘conta’ dedica il proprio tempo, notevoli energie e risorse a decidere sulle sorti di qualche super burocrate della Regione. Una situazione che segnala una crisi della politica e del suo rapporto con i bisogni reali dei soggetti sociali più deboli, probabilmente, come mai in precedenza”. Esordisce così Stefano Vinti di Sinistra italiana commentando i dati del rapporto Istat ‘Reddito e condizioni di vita’ resi noti di recente.

“Sono dati economici e sociali sullo stato della nostra regione – prosegue Vinti – che debbono preoccupare e che ci dicono che in Umbria le famiglie in uno stato di ‘grave deprivazione’ raddoppiano in un anno, passando dal 5,2% al 10,4% e segnando così un incremento record a livello nazionale, quelle ‘a rischio povertà ed emarginazione’ passano dal 21,9% al 28,9% e quelle ‘a bassa intensità lavorativa’ passano dal 10,7% al 11,7%”. “Sul versante del lavoro – ricorda ancora Vinti – l’Istat certifica che gli occupati in Umbria, nel terzo trimestre 2016, rispetto a un anno prima crollano del 4,2%. Il peggiore risultato in Italia, in un anno si sono persi la ‘bellezza’ di 15.400 di lavoro; gli inattivi, cioè coloro che non cercano neppure più un lavoro, sono cresciuti del 7%; il tasso di disoccupazione allargato è arrivato ormai a un terrificante 18%. Sul versante della precarietà del lavoro, sottopagato, dequalificato e senza tutele, l’Ires Cgil ci informa che in Umbria i lavoratori con voucher hanno raggiunto l’iperbolica cifra di 30mila, aumentati del 36% rispetto al 2015. Pochi dati, ma impressionanti, sull’aumento della povertà, della disoccupazione e della precarietà del lavoro che chiaramente segnalano un profondo declino economico e sociale”.

“La politica, la buona politica – conclude il rappresentante di Sinistra italiana –, dovrebbe preoccuparsi di questi dati allarmanti e aprire un confronto serio, approfondito e partecipato per cercare di capire con che tipo di politiche innovative si ribalta questa situazione, perché ormai è chiaro che applicando solamente il ‘renzismo’ o utilizzando i fondi europei non se ne esce. Intanto occorrerebbe varare un ‘Piano del lavoro umbro’ e introdurre un ‘salario di cittadinanza’ per i disoccupati per contrastare disoccupazione e povertà e sostenere tutte le iniziative che provino ad abrogare il ‘moderno caporalato’ dei voucher. Cioè, avviare anche in Umbria una nuova stagione riformatrice basata sulla redistribuzione della ricchezza a favore dei poveri, dei precari e dei lavoratori. Ora serve un tavolo dei riformatori umbri, se ancora ce ne sono”.

Nota della Redazione

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