(ASI) Nella notte di Perugia brillano le 5 Stelle del movimento di Beppe Grillo. Nella Sala dei Notari dello storico palazzo dei Priori, sede comunale del capoluogo umbro, gli umbri si sono accalcati per assistere alla conferenza organizzata dal Movimento per esporre le ragioni del “NO” al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Presenti tutti i massimi esponenti umbri, da Cristina Rosetti del comune di Perugia, agli On. Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini. Ospite d’onore della serata l’On. Luigi di Maio, vice presidente della camera dei deputati, che ha anche gentilmente concesso un intervista esclusiva ad Agenzia Stampa Italia.

L’attacco del Movimento 5 Stelle alla riforma costituzionale del governo è stato a tutto campo. La riforma, così come proposta è stata impietosamente bocciata in ogni suo aspetto. Per l’On. Gallinella il fatto che il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble abbia dichiarato il suo aperto sostegno alle ragioni del “SI”, la “dice lunga su chi sia il vero mandante delle modifiche alla costituzione, così come il fatto che la proposta sia partita da fonti governative”. Per l’On. Ciprini, Renzi ha “dicotomizzato il paese tra chi dice “si” e chi dice “no”. “Il Premier” – ha proseguito Tiziana Ciprini –“ indica nel cambiamento un dogma indiscutibile ed imprescindibilmente giusto. Secondo Renzi chi dice “no” non vuol cambiare il paese, ma noi del Movimento 5 Stelle che invece siamo l’emblema del cambiamento e della concretezza, diciamo di votare “no” per votare invece “si” alla possibilità di un cambiamento che sia buono, perché il quesito che ci troveremo di frante il 4 dicembre omette di dire tante cose e nasconde tante verità con argomenti che in qualche modo fanno presa sui cittadini”. “Abbiamo già subito il famoso cambiamento di Renzi che si è poi tradotto in peggioramento” – ha concluso la deputata Cinque Stelle.

Per l’On. Luigi Di Maio questa riforma, in caso di vittoria del “SI”, sarà “ricordata dai posteri per aver salvato la politica vecchia, la politica sporca, la politica tradizionale”. “Si tratta di un referendum senza quorum. In “NO” potrà vincere anche con un solo voto di scarto. Se noi dovessimo riuscirci sarà di nuovo come se Davide avesse vinto contro Golia”. Il vice presidente della camera, prima di entrare nel merito della riforma costituzionale, ha effettuato una lettura dei primi mille giorni dell’esecutivo guidato dal premier Renzi. “Jobs- act, salva - banche e buona - scuola: sono tutti nomi bellissimi che però celano realtà ben diverse. Miliardi sprecati per provvedimenti che non hanno fatto ripartire il mercato del lavoro. 16, per l’esattezza i miliardi che ci è costato il jobs – act che alla fine ha solo portato all’aumento del precariato, con un impennata nei licenziamenti nel corso del 2016, e con la standardizzazione del pagamento a voucher orma utilizzato non più solo per le brevi collaborazioni domestiche tra privati, ma divenuti regolare strumento di pagamento anche per lavoratori qualificati e laureati con contratti a tempo determinato”. “Il salva - banche” – ha proseguito Di Maio –“Anche in questo caso un bel nome, ma leggendolo attentamente nel corso di una domenica di novembre dell’anno scorso, ci rendemmo conto che salvava solo i manager e i banchieri senza tutelare in minima parte i risparmiatori. La buona – scuola che non è servita a nulla poiché non ha risolto il problema delle classi – pollaio, ed ha finito con il lasciare metà degli studenti con disabilità iscritti nelle scuole pubbliche, senza insegnanti di sostegno. Non ha inoltre stanziato maggiori fondi per la ristrutturazione delle scuole e per il rilancio dell’edilizia scolastica. Ad oggi l’80% degli istituti italiani è privo di autorizzazioni di agibilità poiché gli edifici sono non in regola con le normative vigenti”. Venendo poi alla questione referendaria, Di Maio ha bocciato completamente il tema del cambiamento affermando “il cambiamento non deve essere un dogma, deve essere attuato solo se buono”. Entrando nel merito il vicepresidente della camera ha srotolato una lunga pergamena contenente le modifiche all’articolo 70 che produce notevoli richiami ad altri pezzi della costituzioni. “Commi, sub commi, leggi e leggine che servono solo per proteggere i vecchi politicanti attaccati alla poltrona ed i loro amici imprenditori e finanzieri, e per complicare la vita dei cittadini riducendone le tutele” – ha commentato Di Maio. Il vicepresidente della camera ha poi parlato dei possibili scenari che si aprirebbero in caso di vittoria del “SI” al referendum. Secondo Di Maio “la riforma del Senato è equiparabile a quella delle province con un Senato che non sparisce, che continuerà a pesare sulle tasche degli italiani che però non avranno più la possibilità di eleggerlo, e tutto questo produrrà un risparmio di circa 0,80 centesimi di euro procapite, ovvero circa 50 milioni di euro l’anno, che è poi il costo ad oggi della campagna referendaria del premier Renzi”. “Parlando di possibili scenari. Se la riforma dovesse passare, il Pd, che ha tradizionalmente la maggioranza delle regioni sotto la propria amministrazione, potrebbe nominare un senato composto al 60% da suoi consiglieri regionali. Se però alle successive politiche dovesse vincere una forza politica diversa, per il principio di mancata eliminazione del senato, e quindi del bicameralismo, ci sarebbero due maggioranze diverse tra camera e senato, paralizzando così l’approvazioni di leggi fondamentali in materia di corruzione e bilancio, che dovrebbero continuare ad essere approvate da entrambe le camere. Immaginate voi un senato dove la maggioranza è detenuta da consiglieri regionali facenti capo al partito con al momento il maggior numero d’indagati. Secondo voi approverebbero mai delle leggi anti corruzione realmente efficaci?”. “Secondo poi la clausola di supremazia” – ha proseguito Di Maio –“in materia di delibere ordinarie, ma anche straordinarie, la camera, cioè il governo, avrebbe pieni poteri per potere deliberare anche contro il potere dei cittadini. Se volessero costruire un inceneritore proprio qui fuori, o un deposito di scorie nucleari, lo potrebbero fare anche se i cittadini e le istituzioni locali esprimessero parere contrario”. Alla domanda sulle recenti sospensioni di esponenti del Movimento 5 Stelle in seguito ad indagini ed accertamenti in corso, Di Maio ha risposto - “I nostri si sono dimessi prima ancora che siano iniziati eventuali procedimenti a loro carico poiché noi crediamo che la politica debba arrivare prima della giustizia, al contrario di altri che hanno esponenti già condannati che però continuano a restare dove sono”. Tornando invece alla questione referendaria, Di Maio ha assestato un duro colpo al fronte del “SI” affermando che “viene detto di votare di votare a favore per far arrivare maggiori fondi e risorse alle regioni, ed in particolare a quelle colpite dal sisma di Abruzzo, Umbria e Marche, ma questi non arriveranno ai nostri servizi ma arriveranno al solito bancomat della politica, che sono i nostri servizi ma piegati ai loro interessi”. Di Maio ha poi rilanciato il tema del reddito di cittadinanza affermando che esso sarebbe avversato dalle forze politiche per timore di perdere il voto di scambio. “Esiste in tutta Europa. Gli stati comunitari offrono un reddito minimo ai propri cittadini senza però dimenticare di concedere loro almeno tre possibilità di reinserimento nel circuito del lavoro. Reinserimento che andrebbe sia a salvaguardia della dignità dei cittadini, che dei bilanci statali poiché chi ha una lavoro non necessita più di aiuti e sovvenzioni statali. Viceversa politici come De Luca del Pd temono questa misura perché il tema dei sussidi e del lavoro non potrebbero più essere utilizzati come arma di ricatto e per creare consenso elettorale” – ha precisato Di Maio. In chiusura Di Maio ha ribadito volontà riformatrice del Movimento 5 Stelle ribadendo che la posizione del movimento è per un Italia in Europa, ma non serva dell’U.E. In particolare Di Maio, che ha ribadito l’inquietante invito del ministro tedesco Schuable a votare per il “si”, ha annunciato piani che il movimento ha già presentato, e che intende presentare, per la modifica degli accordi di Dublino. Tali proposte andrebbero tutte nella direzione di risolvere, o quantomeno attenuare l’emergenza immigrazione. “Il problema dell’immigrazione incontrollata non si vuole risolverlo poiché esso rappresenta un business tanto per l’Europa che riceve soldi dall’Italia senza concedere fondi per la gestione dell’emergenza, quanto per certi ambienti dell’economia e della politica che poi portano alla creazione di cooperative pochi giorni prima che avvengano gli sbarchi le quali poi si vedono assegnare risorse economiche e beni immobili senza alcuna gara d’appalto” – ha duramente commentato Di Maio. Altri temi di modifica su cui Di Maio ha annunciato l’impegno del Movimento 5 Stelle in Europa, la modifica dei trattati europei. “Abbiamo sottoscritto trattati con l’U.E. che sono in aperta violazione della costituzione italiana e che impediscono qualsiasi serio investimento nelle nostre infrastrutture e nei nostri servizi senza previa approvazione dall’Europa” – ha spiegato Di Maio. Infine il vicepresidente della camera si è rivolto a tutti i cittadini, e soprattutto ai 16 milioni di elettori che votarono al referendum sulle trivelle - “Ho fiducia che vincerà il “no”. Questo è un referendum senza quorum, quindi, se la volta scorsa votarono 16 milioni di persone contravvenendo l’invito ad andare al mare di Renzi e Napolitano, se noi sta volta riuscissimo a mobilitarne altrettanti sarebbe già una vittoria. Va detto che Renzi è insidioso. Fa i suoi interessi, e quelli delle lobbies, nazionali e non, che lo sostengono, che lo hanno finanziato, e che finanziano ora la sua campagna referendaria. Offre un quesito referendario che fa leva su argomenti cari al popolo, ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno poiché i risparmi promessi sono come una zolletta di zucchero in bicchiere di veleno, come del resto a suo tempo anche Romano Prodi ci disse che entrati in Europa avremo lavorato un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”.

Alexandru Rares Cenusa – Agenzia Stampa Italia

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