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(ASI) Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati che gli ha espresso preoccupazioni e perplessità sul testo del disegno di legge costituzionale in tema di riforma della giustizia approvato il 10 marzo 2011 dal Consiglio dei Ministri, peraltro non ancora trasmesso al Capo dello Stato per la presentazione alle Camere.

 Sono state manifestate altresì vive preoccupazioni per le gravi ricadute sul sistema giustizia che potrebbero avere recenti iniziative di legge ordinaria e in generale per il continuo rinnovarsi di polemiche indiscriminate nei confronti della magistratura nel suo complesso.

Nel corso dell'incontro, il Presidente Napolitano, nell'auspicare un più sereno clima istituzionale, ha ribadito il convincimento che l'autonomia e l'indipendenza della magistratura costituiscono principi inderogabili in rapporto a quella divisione tra i poteri che è parte essenziale dello Stato di diritto.

Il Capo dello Stato ha quindi espresso la convinzione che l'apertura di un confronto su proposte di modifica del Titolo IV della Costituzione possa costituire terreno di impegno per tutte le forze politiche e culturali e in particolare per tutte le componenti del mondo della giustizia : ferma restando la necessità che un tale confronto avvenga senza pregiudiziali e con la massima disponibilità all'ascolto e alla considerazione delle diverse impostazioni e proposte.

In termini più generali il Capo dello Stato ha riaffermato la legittimità di interventi di revisione di norme della Seconda Parte della Costituzione che possano condurre a una rimodulazione degli equilibri tra le istituzioni quali furono disegnati nella Carta del 1948 : rimodulazione che in tanto può risultare convincente in quanto comunque rispettosa della distinzione tra i poteri e delle funzioni di garanzia.

Nel richiamare le regole fissate nell'articolo 138 della Carta, il Presidente della Repubblica ha infine sottolineato come esse siano ispirate al principio della ricerca di un'ampia condivisione, che deve comprendere anche la definizione di puntuali orientamenti per le leggi ordinarie attuative della riforma costituzionale.

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