Raccolta differenziata, Umbria al palo: 50.6% nel 2015, stesso livello del 2014, Netto calo in alcuni comuni degli ati1 e ati2

Sempre piu' difficili da raggiungere gli obiettivi della giunta marini del 60% entro il 2016

(ASI) Differenziata ferma al palo: nel 2015 la percentuale di raccolta in Umbria si ferma al 50,6% di media, lo stesso livello del 2014. E' la denuncia della Lega Nord Umbria che sconfessa la Giunta Marini riguardo le annunciate previsioni di una quota del 60% entro il 2016: un livello che sarà quasi impossibile da raggiungere considerati i nuovi dati emersi.

“In base ai dati in nostro possesso e in seguito ad approfondimenti, infatti, siamo convinti che un calcolo corretto della percentuale di raccolta differenziata in Umbria, dimostri che non c’è stata alcuna crescita reale nei dati definitivi del 2015 rispetto a quelli del 2014. Anzi, in riferimento a due ambiti su quattro, Ati1 e Ati2, il dato è addirittura in diminuzione e ciò per il non corretto inserimento, tra le quantità di rifiuti calcolate, di una quota rilevante di rifiuti assimilati non provenienti dalle utenze domestiche che sono state sommate a quelle domestiche”.

E' uno degli elementi che sono emersi dalla conferenza stampa organizzata dalla Lega Nord a Palazzo Madama in Senato a Roma e alla quale erano presenti i senatori Paolo Arrigoni, anche membro della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie, Stefano Candiani, nonché Segretario per l’Umbria, i due consiglieri regionali Emanuele Fiorini, capogruppo Lega Nord Umbria e Valerio Mancini, vice presidente del Consiglio regionale oltre al responsabile aree tematiche della Lega Nord Umbria, Luca Briziarelli.

“Secondo i dati la media annuale di raccolta differenziata in Umbria nel 2015 si è attestata al 50,6% e cioè lo stesso dato riferito al 2014. Tuttavia in due Ati il dato è in calo: Ati1 e Ati2 fanno registrare un -0,9%. In alcuni Comuni umbri le percentuali di raccolta sono vistosamente in calo e ben al di sotto della media regionale. E tutto questo a fronte di bollette della Tari che i cittadini si trovano a dover pagare e che in alcuni casi sono molto più elevate rispetto al passato. Ecco alcuni esempi dei livelli in calo di differenziata: Fossato di Vico -3,2%; Gubbio -4,3%; Montone -3,1%; Umbertide -2,7%; Bastia Umbra -3,2%; Marsciano -3%; Giano dell'Umbria -6,8%; Gualdo Cattaneo -6,3%; Spello -2,1%; Sangemini -3,4%; Terni -2,7; Alviano -10,7%; Montegabbione -4,8%; Ficulle -2,3%.

Da questi dati si evince come mai Legambiente nazionale non abbia premiato alcuna realtà umbra come “Comune riciclone”, ma soprattutto viene posto in evidenza come la nostra regione sia ben lontana da quelli che erano gli obiettivi della Giunta Marini che aveva prefissato una crescita di raccolta differenziata fino al 60% di media nel 2016 e del 65% nel 2017. Cifre che, stando a questi ultimi dati, risultano difficilmente raggiungibili”.

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