Roma: Tribunale dà torto alla figlia di Ezra Pound, “legittimo il nome CasaPound’ Iannone: “Un’altra battaglia vinta, la de Rachewiltz venga a conoscerci da vicino”
(ASI) Roma – CasaPound ha tutto il diritto di chiamarsi CasaPound. Anzi, è l’unico soggetto titolato a usare questo nome. Lo ha deciso il Tribunale di Roma, rigettando la domanda della figlia di Ezra Pound, Mary de Rachewiltz, che contestava al movimento la possibilità di usare il nome ispirato al padre, e stabilendo che “il nome ‘Casapound’ è diverso e autonomo rispetto al nome ‘Ezra Pound’”.
“Un’altra battaglia vinta – commenta il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone - Finalmente si chiude una vicenda sulla quale sono state scritte pagine di inchiostro inutile: Ezra Pound è patrimonio di tutti, dell’umanità intera, e nessuno può rivendicarne l’’esclusiva’ senza svilire la portata del suo messaggio. Il nostro è un omaggio a un autore acuto, non conforme per eccellenza, che abbiamo amato e studiato e la cui battaglia contro l’usura è stata il primo simbolo della lotta per il diritto alla proprietà della casa sulla quale è nata CasaPound, una lotta che senz’altro il poeta avrebbe condiviso. Invitiamo la de Rachewiltz a venire a toccare con mano quello che abbiamo creato in tutta Italia nel nome di suo padre: siamo certi che lontana dai cattivi suggeritori saprà capire perché suo padre è stato per noi fonte di ispirazione”.
“E’ stata una causa lunga e combattuta, non priva di inutili asprezze – sottolinea l’avvocato di CasaPound Italia Domenico Di Tullio -, il cui esito naturale è la realtà dei fatti: nessun pregiudizio arreca alla memoria del grande poeta l'opera dell'associazione, il cui nome è peraltro ormai autonomo e diverso da quello del suo originario grande ispiratore. Ringrazio chi ha costruito insieme a me questa vittoria processuale e ci inchiniamo alle parole del Poeta”.
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.