(ASI) Roma - “Prendiamo atto del fatto che sul rispetto della legge 194, che in Italia è largamente disatteso, il ministro Lorenzin sfugge il nocciolo della questione e delega le responsabilità alle Regioni. Anche i muri sanno che oggi in Italia abortire è molto più difficile che non in passato: in base ai dati del suo ministero nella relazione del 2014 sulla attuazione della legge - dati 2012-2013 – i medici obiettori sono in media il 70% del totale e in alcune regioni la percentuale si supera addirittura il 90%. Lorenzin in sostanza si tiene alla larga da una questione scottante e drammatica sarebbe suo dovere esprimere un indirizzo chiaro e netto”.

Lo affermano i deputati M5S in commissione Affari Sociali commentando l’informativa del titolare della salute alla Camera.

“Lorenzin è tornata poi a sventolare i dati della recente Relazione sull’interruzione volontaria di gravidanza tornando a ricordare che per la prima volta nel 2014 le interruzioni di gravidanza sono scese sotto le 100mila unità. Peccato che questi dati sono stati elaborati prima dell'introduzione delle pillole abortive e dunque non tengono conto di una nuova modalità di aborto, soprattutto nelle giovanissime: il farmacologico fai da te. Insomma ministro, ci dispiace ma quei dati non sono sufficienti a determinare un quadro oggettivo.

Nel frattempo continuano a ripetersi casi di obiezione di coscienza che mettono a rischio la vita di donne, le quali troppo spesso si vedono respinte, trattate con sufficienza in reparti non dirado fatiscenti o promiscui – con ostetricia o ginecologia - senza alcuna privacy rispetto a un momento così delicato e difficile.

Il ministro da che parte sta? La risposta data stasera ci ha quasi del tutto tolto il dubbio”.

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