(ASI) Muri del Mediterraneo, intesi come ostacoli non solo materiali, ma anche virtuali, politici, economici, giuridici e religiosi che occludono la libertà ed il dialogo tra i popoli e le Nazioni: è questa la riflessione proposta dalla Associazione culturale no-profit OMeGA - Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia - la sera del 14 aprile presso il Circolo della Marina di Roma.

L'apertura dei lavori è affidata all'Ammiraglio Enrico La Rosa, Presidente di OMeGA e promotore del Convegno. Mario Arpino, Ufficiale Pilota e già CSM Difesa, Comitato direttivo Istituto Affari Internazionali, introduce gli esperti nazionali in ambito di Mediterraneo, cooperazione internazionale, dialogo interculturale ed inter-religioso.

"I muri che più ci fanno soffrire nel Mediterraneo sono quelli della paura e del pregiudizio" : lo dichiara il Prof. Foad Aodi, Focal Point per l'integrazione in Italia per l'Alleanza delle Civiltà (UNAoC), Presidente delle Comunità del Mondo Arabo (Co-mai) e del Movimento Internazionale "Uniti per Unire". "Questi muri - aggiunge Aodi - sono stati eretti a seguito del vuoto lasciato dalla politica estera nell'Euromediterraneo, aggravato da una crisi interna ai Paesi mediorientali, dove si attesta oltre il 75% di disoccupazione giovanile. Dobbiamo abbattere il muro dello scontro inter-religioso, della paura e del pregiudizio che penalizzano la convivenza pacifica tra i popoli, lavorando sul principio dei diritti e dei doveri e sulla cooperazione economica. Oltre a ciò, dobbiamo abbattere il muro della strumentalizzazione politica nei confronti del mondo arabo e islamico ed il muro che nega l'accoglienza ai rifugiati, come il caso dell'Austria e degli altri Paesi Europei che non considerano il rispetto dei diritti umani e delle politiche per l'integrazione. Constatando che il 70 % dei musulmani in Italia sono laici, chiediamo un accordo tra il Governo italiano e le Comunità Arabe e musulmane per la libertà religiosa".

L'Ammiraglio in congedo Fabio Caffio, esperto in Diritto internazionale marittimo, traccia un excursus storico sul tema dell'immigrazione dichiarando: "l'Italia ha mantenuto il suo universalismo, fondato su un sentimento di accoglienza, come testimonia l'operazione Mare Nostrum della Marina Militare Italiana, che ha salvato migliaia di vite in mare sulla base del principio di assistenza umanitaria. La responsabilità unica del salvataggio italiano, della ricerca e del soccorso andrebbe condivisa dagli altri Paesi del Mediterraneo".

"Affrontare le varie crisi della vasta regione chiamata “Mediterraneo allargato” rappresenta una grande sfida per l'Italia e l'Europa, per la quale occorre una continua azione di diplomazia multilaterale", dichiara il Ministro Plenipotenziario Enrico Granara, Coordinatore delle iniziative multilaterali euro-mediterranee presso la Farnesina, nel ricordare il costante impegno del Ministero degli esteri per fare fronte alle criticità dell’area euro-mediterranea, aggravate da crescenti fenomeni tra cui il traffico di esseri umani ad opera di reti criminali e "non-state actors" e la minaccia del terrorismo. "I Fori intergovernativi come l'Unione per il Mediterraneo si dedicano costantemente alla promozione e attuazione di progetti comuni destinati alle priorità economiche, sociali e ambientali dei paesi della riva Sud, attraverso meccanismi di co-decisione che permettano la mobilitazione delle risorse europee da destinare a progetti di sviluppo".

L'evento si conclude con un dibattito aperto e con la nomina dell'Ammiraglio La Rosa a "Socio Onorario" di Uniti per Unire per merito e stima.

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