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Politica Nazionale

Aborto, M5S: diritto non garantito, Lorenzin che minimizza da che parte sta?

Di Redazione ASI 11 Aprile 2016 – 18:31 2 min di lettura

(ASI) Roma – “L’odierna sentenza del Consiglio D’Europa certifica un fatto già noto: sempre di più in Italia quello all’aborto è un diritto garantito soltanto sulla carta. Nella realtà le donne che vogliono usufruire dei servizi di aborto fanno estrema fatica ad accedervi e, in alcuni casi, trovare un medico non obiettore è letteralmente impossibile.Le estreme conseguenze di questa situazione sono il ritorno al cosiddetto aborto clandestino ‘mascherato’, il maggiore rischio di complicazioni per le donne fino alle estreme conseguenze di drammatici decessi ”.

Lo affermano i deputati M5S in commissione Affari Sociali e i senatori in commissione Igiene e Sanità Paola Taverna e Luigi Gaetti.

“La politica e questo governo sono ben consapevoli di quanto avviene e stanno volontariamente affossando la legge 194/78. In tal senso parole pronunciate rispetto alla sentenza dal ministro Lorenzin non ci sorprendono: minimizza la questione, parla di dati non aggiornati e afferma che non c’è alcuna violazione del diritto alla salute. Se così fosse, ci spieghi allora come definirebbe la situazione in Campania dove, a causa del blocco del turnover, non c’è la garanzia di avvicendamento rispetto ai medici non obiettori che vanno in pensione. Oppure, se questo diritto è davvero tutelato, il ministro della Salute spieghi perché continua ad essere pratico l’aborto clandestino, che la Legge 107 aveva l’obiettivo di sconfiggere. Ancora, cosa dice a proposito del fatto che molte donne donne, soprattutto giovanissime, invece di rivolgersi al personale medico preferiscono fare ricorso a pillole abortive acquistate on line?

La sentenza del Consiglio d’Europa ci spiega che nel nostro Paese i medici obiettori ‘sono vittime di svantaggi lavorativi diretti e indiretti’. In sostanza: sui luoghi di lavori verrebbe fatto passare in modo strisciante il messaggio per cui essere non obiettori non sarebbe né gradito né vantaggioso.

Per noi la 107 è una legge che deve assolutamente mantenuta, tutelata e ‘aggiornata’ , al fine di garantire veramente l'accesso ai servizi previsti a tutte quelle donne che vogliano usufruirne. Insomma, vanno contrastati i gruppi di potere che, partendo da finalità diverse, cercano di boicottare il diritto all’aborto . Un contrasto che, lo precisiamo, non è finalizzato a creare uno scontro tra posizioni ideologiche ma al rispetto della legge: perché quello nel quale viviamo è uno Stato laico, dove religioni e credo, pur legittimi, non possono ostacolare l'applicazione della legge”.

Nota della Redazione

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