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(ASI) "L'importante è che anche se ognuno ha i suoi problemi, i suoi interessi e le sue idee, e discutiamo e battagliamo, ognuno deve ricordare sempre che è parte di qualcosa di più grande che è la nostra nazione, la nostra patria, la nostra Italia.

E se saremo uniti sapremo vincere tutte le difficoltà che ci attendono".

E' quanto ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel saluto agli italiani nella Notte Tricolore dalla Piazza del Quirinale. "La prima cosa importante - ha detto il Presidente - è che l'Unità la festeggiamo in tanti, e nemmeno solo nelle piazze d'Italia: la festeggiamo nei tanti paesi pieni di italiani che ci sono nel mondo, e la festeggiano gli italiani in divisa in Afghanistan, nel Kosovo e nel Libano. Voglio veramente inviare - ha aggiunto - l'augurio più affettuoso a tutte le italiane e gli italiani di ogni età, di ogni condizione sociale e di ogni idea politica che festeggiano insieme questo nostro grande compleanno".

Per il Capo dello Stato "festeggiamo il meglio della nostra storia. Abbiamo avuto momenti brutti, abbiamo commesso errori, abbiamo vissuto pagine drammatiche, ma abbiamo fatto tante cose grandi e importanti. Grazie all'unità siamo diventati un paese moderno. Se fossimo rimasti - ha sottolineato il Presidente Napolitano - come nel 1860, divisi in otto Stati, senza libertà e sotto il dominio straniero, saremmo stati spazzati via dalla storia, non saremmo mai diventati un grande paese europeo. Eravamo già in ritardo allora di fronte alla Spagna, alla Francia, all'Inghilterra, che erano già dei grandi Stati nazionali, e stava per diventarlo la Germania. Eravamo in ritardo - ha aggiunto il Capo dello Stato - ma non abbiamo atteso ulteriormente perché ci sono state schiere di nostri patrioti che hanno combattuto, hanno dato la vita e hanno scritto pagine eroiche che noi dobbiamo avere l'orgoglio di ricordare e rivendicare, perché solo così possiamo anche guardare con fiducia al futuro, alle prove che ci attendono. Ne abbiamo passate tante, passeremo anche quelle che abbiamo di fronte in un mondo forse più difficile".

 Sono iniziate oggi invece le celebrazioni presiedute da parte da Napolitano con la deposizione di una corona d'alloro sulla tomba del milite ignoto. Il Presidente Napolitano, accompagnato dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, è stato atteso ai piedi del monumento del Milite Ignoto dai Presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e dal Presidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo.

Successivamente il Capo dello Stato, al Pantheon, ha deposto una corona d'alloro sulla tomba di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d'Italia. Quindi il Presidente della Repubblica si è recato al Gianicolo dove ha scoperto la restaurata statua equestre di Anita Garibaldi e inaugurato il monumento che riporta il testo integrale degli articoli della Costituzione della Repubblica Romana del 1849. Dopo aver deposto una corona d'alloro al restaurato monumento nazionale a Giuseppe Garibaldi, il Presidente Napolitano ha visitato il complesso monumentale di Porta San Pancrazio e il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina.

Il Presidente della Repubblica partecipa quindi alla Santa Messa officiata dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Angelo Bagnasco, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Nel pomeriggio, nell'Aula di Montecitorio, il Capo dello Stato, di fronte alle Camere riunite, tiene il discorso celebrativo della Fondazione dello Stato unitario. In serata, al teatro dell'Opera, assiste al Nabucco di Giuseppe Verdi diretto dal maestro Riccardo Muti.

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