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(ASI) Certo non è l'Italia sognata da Cesare, FedericoII, Petrarca, Dante,Foscolo,Mazzini, Garibaldi, Cavour, Berto Ricci, Gramsci, Mussolini,  De Gasperi,  dai Padri Costituenti e Pertini, però è la nostra Patria e il senso d'appartenenza dovrebbe unirci e farci sentire una stessa grande comunità umana ed avere uno stesso destino. Purtroppo, ancora oggi, la festa per i 150 anni dell'Italia divide  i partiti e la gente del Bel Paese. Non si è ancora completatamente accettato il valore di un'identità originale comune, l'orgoglio e la fietezza  di sentersi un solo popolo che ha una grande tradizione. La cosa fa essere attuale la famosa frase di Cavour: "L'Italia è fatta, ora dobbiamo fare gli italiani". Oppure, mi ritorna alla mente il monito di Mussolini: "Governare gli italiani, non è impossibile è inutile". 
Però, io non dispero di vedere una Nazione pacificata, solidale, unità è forte, un Italia protagonista e non serva, lo faccio per  prima cosa per onorare tutti quei caduti che in questo sogno hanno creduto e hanno sacrificato la loro preziosa vita e per farci sentire una grande nazione. Allora, anche se ci sia tantissimo da lavorare per reallizzare quel sogno, da buon sciovinista, nel 150° anno dalla nascita della nostra Patria grido forte: Viva l'Italia, una, armata, indipendente e sociale!!!


 Invece, nel mondo delle fazioni questo grande sogno da realizzare divide gli italiani, per comnprendere come si vive questa festa vi riportiamo alcuni interventi.

 150° anniversario dell'Unità d'Italia Messaggio del Presidente del Consiglio
"Senza la memoria del nostro passato, della nostra storia, della nostra cultura, senza la memoria delle vicende storiche che hanno portato all'unità d'Italia, saremmo tutti più deboli, poveri e soli di fronte al futuro". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - nel messaggio inviato alla vigilia dell'anniversario dell'Unità d'Italia - ha sottolineato che "la nostra storia è unica perché da un lato, dall'antica Roma, dal cristianesimo, fino al Rinascimento e all'umanesimo, la nostra storia è una storia dai significati e dagli influssi universali, e dall'altro lato, la caratteristica del nostro Paese è di avere storie diverse, tradizioni diversificate e multiformi. Ed è questa ricchezza incredibile di storie, che hanno prodotto il patrimonio culturale e artistico per cui siamo ammirati nel mondo, e che hanno reso grande l'Italia. Abbiamo le qualità e le risorse - continua il messaggio - che ci fanno guardare con fiducia al futuro. Siamo legati da indissolubili vincoli di storia, di tradizioni e di lingua. Siamo accomunati dai valori della democrazia e della libertà.
Infine, conclude nel messaggio il premier "siamo orgogliosi di essere italiani ed abbiamo deciso di proclamare Festa nazionale il 17 marzo del 2011, in concomitanza con il 150° anniversario dell'unità d'Italia".
 

150°/Cesa (Udc): il silenzio del Pdl asseconda le defezioni della Lega
Doppia invettiva quella che l.On Lorenzo Cesa mouve nei confronti della Lega e del Popolo delle Libertà: secondo il deputato centrista sarebbe vergognoso come il Pdl abbia assisto silenziosamente alle defezioni dei parlamentari della Lega, alle celebrazioni per il 150° aniversario dell'Unità d'Italia. " E' disdicevole l'imbarazzato silenzio di autorevoli ministri ed esponenti del Pdl circa il comportamento della Lega - afferma Cesa - Una parte della maggioranza, non adempinedo ai loro ruoli e doveri istituzionali, nutre sentimenti secessionisti, mentre l'altra ne asseconda i capricci per evitare ritorsioni in Parlamento o in vista delle prossime amministrative".

150° Italia, Puglisi (Pd) a Reguzzoni (Lega): "Festeggi in piazza con i suoi bimbi"
"All’onorevole Reguzzoni, che afferma che domani non sarà in Aula poiché gli asili sono chiusi e quindi starà con i figli, consigliamo di andare in piazza o in qualsiasi altro luogo pubblico preferisca, per festeggiare con vera gioia e coi bambini i 150 anni dell’unità d’Italia".
Così dichiara in una nota Francesca Puglisi, responsbile scuola nella Segreteria del Pd, commentando il proposito del capogruppo della Lega alla Camera di disertare i lavori dell'Aula in occasione delle celebrazioni per i 150° dell'Unità d'Italia, ed aggiunge: "Per questo domani le scuole resteranno chiuse: per permettere a tutti di partecipare a questa grande festa. A meno che l’onorevole Reguzzoni consideri l’Italia unita solo quando deve mensilmente incassare lo stipendio unito che riceve".

Verruso (La Destra): “Festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia commemorando i soldati caduti per la Patria
Il Segretario Regionale La Destra dell'Umbria Stefania Verruso ci spiega le motivazione dell'iniziativa: “Abbiamo deciso, in questa giornata commemorativa, di rendere omaggio ai soldati che, provenienti da tutte le regioni italiane, hanno difeso con il proprio sangue la patria e il sacro territorio italico, ci ritroveremo uniti nel silenzio e nel ricordo di chi, per questa nostra Italia ha dato la vita. L’unità nazionale è un valore da difendere e da celebrare, a maggior ragione in un momento in cui il federalismo sta accentuando quelle differenze economiche e sociali dovute alla territorialità che ancora oggi, dopo 150 anni sono ancora evidenti.
Non approviamo i toni usati da esponenti leghisti in questo contesto, anzi li riteniamo poco adeguati e irrispettosi da parte di chi opera all’interno delle nostre istituzioni, che dovrebbe essere invece obbligato a riconoscersi nella nostra Costituzione, a cui ha giurato fedeltà, e a condividere i valori che costituiscono la base della storia nazionale. I 150 anni dell’Unità nazionale non possono e non debbono essere ostaggio di contrapposizioni tra partiti e fazioni avverse, vanno anzi celebrati come appuntamento che riguarda, indipendentemente dalla posizione geografica, tutti i cittadini italiani. Noi auspichiamo che questo Centocinquantesimo sia proprio l’occasione per cementare questo paese e per unire le singole identità nel rispetto reciproco ritrovando uno spirito di identità nazionale che vada oltre le divisioni ideologiche e ci impegneremo sempre per avere un’Italia unita non una un’Italia unificata, ricercando politiche intese a garantire le stesse opportunità ai cittadini del Nord come a quelli del Sud, riducendo quel divario economico che ha differenziato le cosiddette “regioni produttive” dalle regioni “assistite e parassitarie”.


Bricolo (Lega Nord): 17 marzo, si rispettino le posizioni di tutti
 "Il 17 è ormai alle porte e l'auspicio è che dopo questa data finiscano anche le inutili polemiche. Potremo così occuparci dell'unica cosa che vogliono veramente tutti i cittadini dal Nord al Centro al Sud: realizzare le riforme per cambiare finalmente questo Paese, renderlo più moderno ed efficiente. E questo è sicuramente il servizio migliore che potremo fare. Domani non sarò presente alla commemorazione in Aula alla Camera. Sarò sul territorio. A mio modo di vedere le strumentalizzazioni costruite anche contro la Lega sui 150 anni dell'Unità d'Italia alle quali abbiamo assistito in questi giorni non servono a nulla. E' giusto rispettare la posizione di tutti, sia di chi parteciperà a questa ricorrenza, sia di chi non lo farà". Lo dichiara Federico Bricolo, presidente della Lega Nord a Palazzo Madama.

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