(ASI) Roma - «È un decreto che ha nel nome la sua missione: Salva Ilva. E questo intende fare. Salvare l'Ilva e non Taranto», è il commento dei deputati del gruppo M5S al decreto in discussione in queste ore alla Camera.

Sono ben nove i no del Movimento 5Stelle al decreto Ilva: «Una vera e propria "porcata" l'ultimo trucchetto per aggirare le prescrizioni più stringenti e urgenti dell'Autorizzazione integrata ambientale. Si applica un criterio numerico: entro luglio va realizzato l'80% delle disposizioni dell'Aia, a prescindere da quali esse siano. Che sia la copertura dei parchi minerari o l'apposizione di un cartello di avviso pericolo, è la stessa cosa. Una disposizione vale un'altra, secondo un criterio esclusivamente numerico. Con l'azienda che festeggia».

È la prima volta poi che siintroduce la " super immunità ", siapenale che amministrativa. Leggere per credere: i supercommissari nominati dal governo saranno insindacabili e impunibili per le azioni commesse, per colpa o per dolo, durante l'esercizio del mandato. Colpa o dolo. Un'infallibilità che neanche ilPapa osa rivendicare.

Nel decreto nessuna traccia nemmenodei 30 milioni per il polo ospedalieropediatrico pubblico promessi con le lacrime agli occhi da Renzi la notte del 24 dicembre. Si sentiva Babbo Natale, Renzi, ma era il solito Pinocchio. Noi chiediamo urgentemente il potenziamento del polo oncologico pediatrico pubblico».

Nessuna soluzione di lungo periodo,nessuna visione prospettica. Anche per l'indebitamento dell'indotto ci mette la solita toppa: utilizzare i fondi delle Pmi per finanziare le imprese creditrici. Lo Stato insomma interviene laddove l'azienda non riesce a pagare. «Giusto dare una mano a quelle imprese ma come si fa a non capire che i cordoni della borsa non potranno essere più rischiusi?»

«E le bonifiche ? Dei trenta milioni promessi da Pinocchio Renzi ne arriveranno5. Di cui solo 500 mila quest'anno. Tra poco si bonificheranno le aiuole del quartiere Tamburi. Quegli spazi verdi avvelenati dove ai bambini è vietato giocare. Parliamo dello 0,1% delle zone inquinate che saranno coperti da 30 centimetri di terreno. Taranto e l'Italia meritano di più di un governo così».

Chiediamo inoltre che la valutazione di impatto sanitario siafatta in base ai criteri più stringenti della regione Puglia, mentre il governo ne introduce di più blandi.

Non basta: all'articolo 7 siintroduce il commissario dellaportualità: avrà poteri straordinari e ci chiediamo se non sia un'anticamera per far passare con la corsia preferenziale progetti come Tempa Rossa.

«Il Commissariamento delle Imprese del Gruppo Riva rischia di essere unboomerang: tra qualche anno e dopo ricorsi e lungaggini burocratiche lo Stato Italiano potrebbe dover pagare a Riva di fatto un'indennità per aver sottratto aziende che non dovevano essere commissariate».

Infine sottolineiamo che Taranto èzona free per lo Stato per l'applicazione delle norme sugli appalti: «Vorremmo comprendere come mai nei criteri di affitto o cessione dell'azienda non ci sia anche ilmantenimento degli attuali livelli occupazionali».


Redazione Agenzia Stampa Italia

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