(ASI) Roma, 17 novembre 2014 - "Premesso che riteniamo francamente sorprendente l'accortezza con cui gli alti poteri militari facciano scudo intorno al ministro Pinotti in vista della sua presunta corsa al Quirinale, ricordiamo al ministro, ma anche al collega Latorre, che i Tornado non son certo aerei progettati per la ricognizione. Attività. peraltro spesso propedeutica per integrare nuovi assetti d'attacco in una operazione internazionale già piuttosto complessa". Lo affermano i deputati M5S della Commissione Difesa, all'indomani dell'accusa lanciata al ministro Pinotti di aver predisposto l'invio di quattro Tornado in Iraq "trascinando così il nostro Paese in guerra". "Il MoVimento 5 Stelle, e tanto meno il Parlamento, mai, in alcuna circostanza, hanno dato il loro placet ad una tale operazione - spiegano i 5 Stelle -. La richiesta di riferire in aula al ministro è del tutto legittima, considerando lo scenario attuale che ha visto, ad esempio, il Regno Unito avviare inizialmente delle ricognizioni per poi passare ad una serie di bombardamenti. Crediamo che prevenire sia meglio che curare, per questo chiediamo al ministro Pinotti di rompere il silenzio e riferire quanto prima in Parlamento, e dettagliatamente, sulle regole di ingaggio attribuite ai nostri Tornado in Iraq. Poiché ove si trattasse anche di un "ingaggio cooperativo", cioè illuminare i bersagli per far sganciare bombe ai nostri alleati, si tratterebbe di una partecipazione attiva ad un conflitto di cui il Paese non ha alcuna necessità, nonché - concludono i parlamentari M5S - di una grave violazione, l'ennesima, dell'articolo 11 della nostra Carta costituzionale. La Pinotti risponda, e non appalti ad altri, così come accaduto sul suo rientro a casa a bordo di un aereo di Stato, considerazioni che, istituzionalmente e politicamente, le competono proprio alla luce del ruolo che riveste".
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