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Sopralluogo dimostra situazione disumana, imbarazzante, degradante e indegna per i pazienti.

(ASI) “Il Pronto Soccorso del San Camillo vive una situazione disumana. Uomini, donne, giovani, anziani stipati all’interno di sale d’attesa da 6 posti nel numero di oltre 25. Una situazione di promiscuità imbarazzante, degradante e indegna”, lo rendono noto in una nota congiunta Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e componente della commissione Salute, Marco Lelli e Stefano Barone, delegati del Nursind, Sindacato degli Infermieri, presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, i quali, come annunciato, hanno oggi effettuato un sopralluogo all’interno del Pronto Soccorso nell’ambito del tour “La Sanità Malata” giunto ormai alla quinta tappa.

 

“Spazi angusti, difficoltà di movimento per gli operatori, caos in un clima talvolta più da ospedale post-tragedia che non da ordinario Pronto Soccorso. Gli spazi ai sotterranei, sono senza finestre e di fatto da luogo di osservazione temporanea il PS è divenuto un vero e proprio reparto di degenza. Emilia, nome di fantasia, è lì dal 10 dicembre e insieme a lei tanti altri pazienti in sosta da giorni, così come risultante da colloqui intercorsi con gli stessi pazienti. Mancano certamente posti letto ma vorremmo capire cosa succede nei reparti, tra privilegi e disorganizzazione, e le motivazioni di una quotidiana mancanza di ricettività negli stessi. Non ci servono quindi smentite ma interventi concreti. La soluzione è possibile il presidente Zingaretti intervenga urgentemente e il ministro Lorenzin lo incalzi. Intanto il 20 dicembre è stata indetta una manifestazione da infermieri e medici che vivono quotidianamente sulla propria pelle la mancanza di una seria politica sanitaria regionale. Qualcosa non va, qualcosa di molto grave”, conclude la nota.

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