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(ASI) Roma - Il fermo indiscriminato di 149 tifosi laziani a Varsavia prima della partita di calcio di Europa League Legia Varsavia-Lazio ha scatenato polemiche e una forte critica sull'operato discriminatorio adottato delle forze dell'ordine polacche nei confronti di 149 tifosi laziali. Sulla vicenda vi riportiamo gli interventi di Lollobrigida, Fratelli D'Italia, Santiori,consigliere regionale del Lazio e Cochi già delegato alle politiche sportive di Roma Capitale.


«Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione urgente al ministro degli Esteri Emma Bonino per fare chiarezza sulle ragioni che hanno portato la polizia polacca a decidere ieri il fermo di 149 tifosi italiani arrivati a Varsavia per vedere la partita di Europa League tra il Legia e la SS Lazio. Chiediamo in particolare al governo di conoscere le motivazioni che hanno spinto le autorità polacche a tenere in custodia un numero così elevato di cittadini italiani, tra cui donne e bambini. Le immagini e le ricostruzioni giornalistiche raccontano finora di alcuni episodi di violenza, che consideriamo gravi e che condanniamo con fermezza, ma che di certo non sono sufficienti a giustificare l’arresto di quasi 200 persone e tali da descrivere una scenario di guerriglia urbana. Ci teniamo a ricordare, infatti, come il bilancio delle persone fermate in altre circostanze di estrema violenza che si sono verificate in Italia sia stato limitato a poche unità. Non ultimo il caso del grave comportamento tenuto nel settembre scorso dai tifosi polacchi del Legia a Roma, che hanno creato molti disordini in città e hanno persino tentato di assaltare l’Altare della Patria. Per queste ragioni, l’Esecutivo riferisca immediatamente in Aula su cosa sta succedendo ai nostri connazionali attualmente in custodia in Polonia». È quanto dichiara Francesco Lollobrigida, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia.

VARSAVIA, SANTORI: FERMI INDISCRIMINATI, MARINO E FARNESINA INTERVENGANO Condanna forte a violenze, ma tra fermati anche famiglie, donne ed anziani

“A Varsavia ci sono stati una serie di fermi indiscriminati, arresti eseguiti in maniera random, che vedono ancora nelle questure polacche famiglie, donne ed anziani romani che nulla hanno a che vedere con le violenze e la detenzione di armi improprie che sembrerebbero, ma anche questo è da verificare, aver caratterizzato una sparuta minoranza di tifosi. Non vorrei che per l’ennesima volta ci trovassimo di fronte a una strategia conforme di condanna di tutta la tifoseria laziale, tesa a una ingiusta demonizzazione dei sostenitori della Lazio e di tifosi che, approfittando di una trasferta di calcio, volevano anche semplicemente visitare una capitale europea”, così in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, commentando la notizia dei 149 tifosi laziali attualmente in stato di fermo a Varsavia dopo la partita tra Legia Varsavia e SS Lazio.  “Arrivano numerose le telefonate di tifosi che parlano di angherie e violenze da parte della polizia polacca fin da prima dell’inizio della gara, di semplici tifosi fermati nelle strade di Varsavia e portati nei commissariati locali. Il sindaco Marino sappia che lì ci sono tante famiglie di romani e il ministro Bonino si attivi per capire che cosa è accaduto e che cosa continua ad accadere. L’ambasciatore italiano a Varsavia sembrerebbe non voler fornire alcuna spiegazione ai tanti romani che si recano a chiedere informazioni sullo stato dei fermati. Ed è qualcosa che esigiamo di sapere anche noi, per rispetto della giustizia e dei nostri connazionali ingiustamente fermati”, conclude la nota.

Cochi sui fatti di Varsavia. "Comune faccia sentire la sua voce di dissenso"

La notizia è di quelle che lasciano sgomenti: 149 fermi di polizia operati nei confronti di tifosi di tutte le età colpevoli solo di andare a vedere in trasferta la Lazio. E’ accaduto ieri a Varsavia, dove la compagine biancazzurra era impegnata in una partita di Europa League con il Legia Varsavia. Non si capisce ancora il motivo preciso di tale provvedimento, poiché, stando a quanto si è finora appreso, non ci sarebbero state intemperanze tali da giustificare una simile misura repressiva. Oltre a un comportamento molto opinabile, tenuto prima durante e dopo la gara dalle forze dell’ordine polacche, Paese membro dell’Unione Europa. Tutti ricordiamo invece il disonorevole comportamento dei tifosi del Legia quando vennero in trasferta a Roma. Il Sindaco Marino e l’Ass.re Pancallli hanno all’interno delle strutture di Roma Capitale un Ufficio Relazioni Internazionali che auspico si sia già mosso ufficialmente con l’Ambasciata polacca a Roma e la nostra a Varsavia, in  accordo con le rispettive Questure delle due capitali europee. Chi è colpevole merita senz’altro una punizione, ma in questo caso sembra che sia stato leso il diritto di libera circolazione tra Stati dell’Unione. Ci si aspetta una decisa presa di posizione in difesa dei tifosi con una lettera ufficiale, qualora siano confermati i fatti finora accertati attraverso le testimonianze dei sostenitori laziali già rientrati in Italia, tra i pochissimi a non essere stati fermati in una sorta di retata collettiva. Lo dichiara Alessandro Cochi già delegato alle politiche sportive di Roma Capitale nella passata legislatura.

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