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Politica Nazionale

Le Donnedamare in visita al PE per chiedere che venga tutelato il loro lavoro di imprenditrici balneari

Di Redazione ASI 12 Ottobre 2013 – 23:00 2 min di lettura

(ASI) Lettere in Redazione - Lunedì 14 ottobre, invitate dall’On.le Lara Comi, le Donnedamare della Liguria, Toscana, Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna faranno visita al PE ed incontreremo alcuni degli Eurodeputati che si occupano del problema dei balneari e di pari opportunità.

Tra cui la Vice Presidente del Parlamento Ue Roberta Angelilli, che da sempre ha sposato la causa dei balneari. http://www.donnedamare.it/on-le-roberta-angelilli/

Avremo anche un importante incontro con Amalia Sartori, Presidente della Commissione Industria, Gruppo del Partito popolare europeo (Democratico Cristiano), nel passato membro della Commissione per i diritti della donna e le pari opportunità.

Crediamo sia importante valorizzare il nostro lavoro di imprenditoria femminile e portare a conoscenza anche dell’Europa che con l’applicazione della Direttiva, le donne attualmente impiegate nel settore balneare non avranno a disposizione altri posti di lavoro.

Queste  donne, diventeranno tra poco le nuove emarginate e  molte di esse hanno famiglia, figli a carico e situazioni di vita anche difficili.

L’errata applicazione della “Direttiva Bolkestein” creerà un’emergenza sociale senza pari, un forte squilibrio economico. Danneggerà non solo gli stabilimenti balneari, ma anche tutte quelle attività che costituiscono l’indotto: pensiamo ai fornitori, molti dei quali sono stati e saranno ancora di più costretti a licenziare personale e addirittura a chiudere. Senza garanzie di lungo periodo le aziende balneari non investono più e non rinnovano le proprie attrezzature, non assumono personale o rilanciano la propria attività.

Non ci può essere un’Europa a due velocità: il 2013 è l’anno europeo del cittadino e uno dei suoi obiettivi è far crescere l’occupazione femminile, ma se l’UE non interviene a favore dell’Italia noi donne balneari perderemo il nostro lavoro.

Non dimentichiamo che se l’Europa è stata distratta su questo tema è anche perché l’impresa balneare è , sostanzialmente un’attività quasi solo italiana, dato che le imprese italiane rappresentano oltre l’80% di tutte le imprese balneari europee..

Un Europa a due velocità o un Europa che discrimina le nazioni mediterranee e, soprattutto, l’Italia?

Tutte ciò viene, dalle donne balneari, vissuto come una profonda ingiustizia: dov’è la tutela delle donne in Europa, forse solo in qualche nomina importante o nella difesa del lavoro “rosa”?

Deve esserci consapevolezza di tutto questo: l’Europa in primis e il Governo Italiano, poi, non possono permettere che si attui questo grande esproprio, dove in nome della concorrenza, si applica una inutile sostituzione di impresa.

Nota della Redazione

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