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(ASI) Il rapporto diffuso oggi dall’Istat sulla povertà in Italia rivela una situazione drammatica. Sono 9,5 milioni le persone in povertà relativa, pari al 15,8% della popolazione, sono 4,8 milioni, invece i cittadini in condizione di povertà assoluta (l’8% della popolazione).

Un andamento in crescita rispetto agli anni passati, che segna un nuovo record dal 2005.

Si tratta dell’ennesimo segnale di allarme, che rivela le gravi condizioni in cui vive un numero sempre maggiore di cittadini.

A tali dati vi è da aggiungere un ulteriore elemento di preoccupazione: non aumentano, infatti, solo i cittadini in condizione di povertà, ma aumenta fortemente il numero di cittadini che, di giorno in giorno, si avvicina a tale soglia.

A dimostrarlo vi sono molti indicatori, di cui alcuni emblematici:

-       La contrazione dei consumi alimentari: -4,5% rispetto al 2012. Un dato gravissimo alla luce del fatto che la domanda relativa al comparto alimentare è l’ultima ad essere intaccata in una situazione di crisi.

-       L’abbandono delle cure: sono oltre 9 milioni i cittadini costretti a rinunciare a curarsi perché non più in grado di sostenerne i costi.

-       La contrazione delle consistenze del credito al consumo, tornate ai livelli antecedenti il 2008. Le famiglie non sono nemmeno più in grado di indebitarsi, perché non potrebbero sostenere il peso delle rate.

A ciò si aggiungono la contrazione dei consumi, il netto calo della domanda turistica, l’aumento della disoccupazione, ecc. Tutti fattori che contribuiscono a determinare una situazione che richiede interventi urgenti e concreti, indirizzati principalmente al rilancio del potere di acquisto delle famiglie ed alla ripresa dell’occupazione e degli investimenti per la crescita del Paese.

“In tal senso è fondamentale, prima di tutto, sciogliere l’incertezza sul fronte IMU, IVA, Tares, che pesa come un macigno sull’andamento dei consumi e dell’intera economia.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Ovviamente noi ci auguriamo che la prima sia eliminata per la prima casa, che sia cancellato definitivamente l’irresponsabile aumento dell’IVA e che l’applicazione della Tares sia rinviata almeno al prossimo anno.

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